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Porpora #2

Non c'entra niente il porpora, gli disse appoggiato al bancone, storto però concentrato. Se devi parlare di tuo padre fallo e basta, non ti infilare in metafore impossibili e immagini inspiegabili, figuriamoci colori, non mi stai capendo gli rispose lui, in questo momento tutto ciò che vedo è solo porpora, solo e soltanto porpora, risuonano campane della memoria lontane come il futuro che non immagini (o ti manca il coraggio per farlo?) e fermo qui vedo porpora, ma cosa significa, che cosa ti rappresenta? Non lo so, non ho mai nemmeno studiato i colori, non so distinguerti tra un blu scuro e un indaco ma tutto ciò che so ruota intorno a questo colore e di solito ciò che ruota è bianco, ti manca?, mi mancano i suoi occhi, mi manca la parola che non è mai di troppo, mi manca la stronzata che sdrammatizza quando non serve sdrammatizzare, mi manca l'euforia, ehi vacci piano, col cazzo: ho cominciato e decido io quando smettere, mi manca la follia, dai arriva al dunque che fino ades...

Flusso di coscienza: Un quarto d'ora esatto.

Un quarto d'ora è sufficiente per finire di scrivere un pensiero al computer, salvarlo, pubblicarlo, spegnere il computer, nel frattempo puoi ascoltare un pezzo blues che tanto chi ci ammazza se non il tempo, maledetto figlio di puttana che con i tuoi secondi, i tuoi minuti, le tue ore, ci infilzi, ci pungoli, ci avverti che non sei affatto uno sbirro ma un compagno di sbronze che non ti riaccompagna a casa, per cui sei costretto a metterti alla guida ubriaco della tua scassata macchina del cazzo e intanto sul tuo computer appaiono avvisi di antivirus scaduti e tu rimandi e rimandi, forse qualcuno te lo rimetterà a posto, forse quel cazzo di coso esploderà definitivamente e dal cielo arriveranno i soldi per rimetterlo a posto, intanto un rutto, la ripetizione della canzone che conosci troppo bene perché la ascolti quando stai bene e quando stai male, ti prometti di smettere, ma come puoi smettere quando di fronte hai solo altro tempo da riempire con altre cose per cui a un certo pu...

Radioattivi. (Flusso di coscienza)

"Benvenuti nell'età nuova" campeggia sul desolato striscione teso tra i due lampioni spenti della città in piena notte nel cuore della radura dove non so come sono capitato dopo una parte di vita spesa a cercare qualcosa più di un sentiero, qualcosa più di un incrocio, qualcosa più di un ingorgo. "Il peggio è passato" dicono da queste parti e lo scopro quando tra una puttana e un sorriso forzato spuntano alcuni marmocchi veri che ancora sanno di placenta e innocenza. Ritrovo l'odore della salsedine e delle balene arenate e squartate da una guerra che non sapranno mai, finite come sono in questo caos senza troppe pretese se non quella di vivere, e vaffanculo al giorno in cui l'uomo ha abitato questo mondo, olio raffermo tra gli ingranaggi di un meccanismo sì naturale, sì cosmico, sì forse perfetto, ma come ogni cosa bella, così come il gioco bello, ha vita breve come quella di un fiammifero che accende una sigaretta, e riempire il tamburo di una revolver ...

Buon Natale #1

Mancano solo 20 minuti al 2013° compleanno di Gesù. Io, mentre mi preparo per la tradizionale ed etica sbronza natalizia, vi auguro di accettare tutto, anche quei regali che si rivelano dei pacchi.  Buon Natale!

Poesia #235495

Lo scrivo di fretta, mentre la città brucia e tra quelle fiamme vedo salire l'alito cattivo di chi non usa più il collutorio perché crede che sia sufficiente lavarsi i denti per stare bene. Ora, non sono un divo, non sono il vostro cazzo di eroe pronto a morire in nome della giustizia. Sul terrazzo dimentico di cosa sia il buon gusto (c'è chi, analfabeta, lo chiama tempismo) mi innaffio di vino neanche fossi un nebulizzatore di ottima annata. Ho appena intasato l'anima e non trovo lo sturacessi che mi regalarono quegli zii lontani quanto la Mongolia. Le persone non hanno fretta. Solo si svegliano troppo tardi. Non ho idea di che cazzo abbiano combinato durante la notte. Forse è l'invidia. Forse è la speranza. Riesci a distinguere un fiocco di neve dall'altro? Finisco in fretta. Mentre la città si adagia sulle sue ceneri, lenzuolo su un letto su cui non dormirà più nessuno. Grido un vaffanculo a quella volta che non feci a pugni per te. ...

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo II. Fumo e cenere.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito. I) What does the fox say?  ||  ||  III) Piazza Martini.  ||  IV) Everything you wanted.  ||  V) Nostalghia.  ||  VI) .erenec e omuF  ||  VII) La città incompiuta.  ||  VIII) La superstizione del piccione.  ||  IX) Il Distacco. "Storia di una storia della settimana scorsa  che non era ancora finita".  ___________________________________________________ Capitolo II. Fumo e cenere. Conobbi Ash in un locale malfamato, di quelli pieni di fumo e cenere e persone amanti della solitudine di gruppo. Dovevo mettermi alle spalle una giornata piuttosto faticosa e non c'era niente di meglio della scoperta di...

Un Sabato strafatto che fissa l'estintore.

Lo becco lì, tutto solo, occhi spenti e vestiti di una settimana fa. E' il Sabato, strafatto di non so che, con occhiaia di chi non dorme da un paio di se stessi. Gli dico "Ciao", mi risponde "Alla grande!". Fissa un estintore. Mi siedo a fianco e ordino un giro di vodka. Glielo chiedo "Ma si può sapere che cazzo hai combinato?" "Addio al celibato di un Lunedì di Luglio. Non puoi capire che macello è stato" "Vedo. Sembri uscito da un rave ucraino. Ascolta: mi sono svegliato con l'idea di vivere una gran bella giornata...e oggi toccherebbe a te" "Non ce la faccio hombre. Mi viene da vomitare" "Anche a me. Ma quindi cosa faccio?" "Tieni, questo è il numero di un mio collega, credo tu l'abbia incontrato un mesetto fa. Digli che il numero te l'ho dato io. Se ti prende in simpatia ritarda il tramonto di un quarto d'ora" "Fanculo me ne vado a dormire" Bevo anche la sua vodka e torno ...

Non ti basta chiedere indicazioni

Sedie di legno rovesciate nel deserto che è dietro l'angolo (non ti basta chiedere indicazioni). Qualcuno si è seduto, qualcuno forse si siederà, non ne ho idea, sono capitato qua per caso. Acrobazie, vortici, ciò che ricordo è una lotta tra due che non ne volevano sapere di dimenticarsi. L'amore è il cecchino che colpisce e ti chiede il doppio del compenso, il sesso è l'assistente arrivista che ti fa il lavoro alla metà del dovuto. Figli di puttana! E tu chi scegli? Provai a discostarmi ma la sabbia mi tratteneva, quel posto era un'enorme clessidra a cielo aperto, dove il tempo era regolato da un maledetto vento che è il figlio che non vorresti avere. E' possibile scopare con l'aria? Sono capitato qua per caso. Sono finalmente nel posto giusto.

Il tempo morto.

Eravamo io e lui. Ricordo bene. E il cadavere. Lui me lo ricordo meglio. Ci si ricorda meglio dei morti, questo è ovvio. A volte ci si costruisce fortune solo grazie ai decessi. A volte perché sei la causa. E lavori su commissione. Altre volte perché sei il parente che non ha saputo fare altro nella vita che parassitare sul talento del caro estinto. Vedi gli artisti. Magari i pittori. Il più delle volte accade con i cantanti. Contanti. Con tanti saluti. Vedi... Come non detto. Ma non disperdiamo. Che il tempo è denaro. Che il tempo è denaro? Sì. "Il tempo è denaro" E se non l'aveste capito il tempo è denaro. E il denaro non può essere tempo. Non chiedetemi il perché. Così è se vi pare. Comunque siamo ancora lì, io e lui e un cadavere. Lo avevamo ridotto a una mongolfiera sgonfia. Un paragone stupido. Quasi avvilente. Ma non trovo altri modi per definire un obeso mitragliato, vestito con le mutande color cesta e le bretelle colorate. Una morte affatto d...

Dell'amore.

- DISCLAIMER - Il seguente post è colmo di affermazioni e pensieri del sottoscritto (proprietario del blog) sull'amore (o su come viene fuori), argomento a cui molti dicono di essere allergici ma poi di nascosto, lo sappiamo, tutti abbiamo detto almeno una volta "ti porto tre metri sopra il cielo". O almeno pensato, ma per non sfigurare, che l'innamorato è un mostro paludoso e zozzo, non lo si è mai detto. E' un post volante, scritto un po' ubriaco. Per cui non rompetemi i coglioni. Mi piace l'amore. Non solo scopare. E sono addirittura eterosessuale.Ah, a volte mi perdo nella mia voglia di sdrammatizzare. Non andate nel panico. Così ha voluto l'autore, cioè me. Che riposi in pace. 

Domani #2.

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Sono sulla mia bella amaca, adagiato nel mio far niente, nel mio aspettare. Perché l'uragano che sta sparando auto, sradicando case, lo vedo. Sta per passare da qui. Lo so. Non per sfizio, nemmeno per sfiga. Perché così deve andare. E allora vieni, maledetto figlio di puttana. Scolati la mia anima come fosse birra dopo una corsa e poi accartoccia il mio corpo nella spazzatura dell'inevitabile. Dimentica cosa vuol dire perdonare, lascia perdere cosa vuol dire aspettare. Io sono qui. Sulla mia amaca dove non riposo da troppo tempo, spinto da qualche sberla di vento insipido, vigliacco, ipocrita nel suo apparire senza lasciare che qualche raffreddore. Sei il peggiore dei bastardi, lo sappiamo. Passerai, distruggerai, rimarrai. Un giorno o l'altro ti ucciderò. Almeno ti consumerò.

Amanti in Giappone

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Testa aperta, qualcosa oltre gli emisferi oltre i neuroni che punge l'anima mentre butti giù il quarto coca e jack, non ti spieghi come, cosa ti ha catturato, dimmelo, cosa non ti fa ascoltare la storia di Alfredo, cosa c'è là tra trucchi pesanti e racconti di scopate inventate?

Piccolo riscatto in parole spicciole

Sai cosa c'è? Sai che non te lo dico? Non ti dirò che conquisterò il mondo. Quel che capita, Ecuador oppure Egitto: io ascolto. Mi mischio. Pazienza se (non ricordo come si chiama) prova a scoparmi.

E Cristo Santo, uno per Capitan Uncino!

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E' come un'ombra, ma non come quella creata dalla luce, ma quella che si ferma nella penombra della scarsa illuminazione notturna. Artificiale. Nemmeno Peter Pan la rimpiangerebbe. La lascerebbe scappare. La prenderebbe a calci in culo non appena questa si facesse avanti per farsi catturare. Via! Via! Che cazzo vuoi? Non ti rincorro. No. Quindi non rimane che preparare qualche panino. Un panino per gli illusi. Un panino per i delusi. Un panino per gli speranzosi. Uno per gli ottimisti. E dai, uno per i pessimisti. Uno per gli idioti. Uno per gli imbecilli. Nessun panino per chi non prova sensi di colpa. Oggi no, magari domani, magari tra un paio di vent'anni.

Nessuno può capire questa sbronza

In mezzo alle cose buttate appunti mai riletti post it mai attaccati mozziconi che ancora puzzano e chissà cosa diavolo d'altro lì in mezzo c'è molto di quello che non vorrei fosse lì in mezzo non mi son sentito costretto non mi ci sento più nessun senso di colpa meschino e bugiardo perché non esiste niente di più facile al mondo che mentire a se stessi più di una volta quasi che diventa un'abitudine quasi che ci si convince che le cazzate che ti racconti sono la verità e passi la serata e aspetti di incrociare quello sguardo solo che ogni cazzo di volta ti dimentichi di sorridere cristo santo