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Fredric Brown - La risposta (1954)

Con gesti lenti e solenni, Dwar Ev procedette alla saldatura, in oro, degli ultimi due fili. Gli occhi di venti telecamere erano fissi su di lui e le onde subeteriche portarono da un angolo all’altro dell’universo venti diverse immagini della cerimonia. Si rialzò, con un cenno del capo a Dwar Reyn, e s’accostò alla leva dell’interruttore generale: la leva che avrebbe collegato, in un colpo solo, tutti i giganteschi computer elettronici, di tutti i pianeti abitati dell’universo – novantasei miliardi di pianeti – formando il supercircuito da cui sarebbe uscito il supercomputer, un’unica macchina cibernetica racchiudente tutto il sapere di tutte le galassie. Dwar Reyn rivolse un breve discorso a tutti gli innumerevoli miliardi di spettatori. Poi, dopo un attimo di silenzio, disse: “Tutto è pronto, Dwar Ev.” Dwar Ev abbassò la leva. Si udì un formidabile ronzio che concentrava tutta la potenza, tutta l’energia di novantasei miliardi di pianeti. Grappoli di luci multicolori lampeggiarono su...

Quando la fantasia supera la realtà.

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Queste foto sono costate circa 100 milioni di dollari. Queste foto sono costate 70 milioni di dollari. Viva l'Indian Space Research Organization (Isro) e il satellite Mangalyaam (veicolo di Marte, in hindi)!

Fredric Brown, Sentry (La Sentinella, 1954) - Trascrizione e Traduzione

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Galaxy 2/54, rivista su cui apparve Sentry. Sentry è in assoluto uno dei racconti più famosi di Fredric Brown (1906-1972), mitico scrittore di fantascienza (non solo ma soprattutto) paragonabile per temi trattati e scorrevolezza narrativa ai più grandi del genere, come Isamov oppure Dick. Ciò che caratterizza Brown è il dono della sintesi , la capacità di scrivere racconti dai forti contenuti in sole due pagine, a volte tre, tante altre in una sola (!). Questa specialità della casa la troviamo, appunto, in Sentry (in italiano, La Sentinella ), un racconto che deve la sua fama alla genialità della trama, costruita sulla struttura tipica della fantascienza, dove pregiudizi e stereotipi vengono messi in discussione usando la fantasia, e conclusa in uno dei finali a sorpresa più citati di sempre . Vi riporto il testo originale e l'annessa traduzione. Fredric Brown (1902-1972) Date un'occhiata alla bibliografia di Brown , ne potreste rimanere sorpresi. Per dirne una, ...

Kalokagathìa

Forse qualche secondo non è sufficiente per descriverlo. Forse qualche minuto non è sufficiente per emozionarsi. Certamente non basterebbe un'ora per rendersene conto. Eppure, se ricordo ancora come si fa, provo qualcosa, sento il cuore scivolare attraverso il corpo, sento il cervello tremare. Là, sotto le nuvole e sopra di noi, l'ultima aquila. Non ci sono dubbi. Meglio spegnere il rilevatore, per qualche attimo nessuno se ne accorgerà e al controllo dirò che qualcosa di polveroso ha fatto interferenza. E lei intanto vola. Lui però sta facendo fatica, probabilmente il processo è totalmente concluso.

Non fa freddo

Tre bicchieri di vino rosso, di quello buono, invecchiato fino al limite ed estratto da uve fin troppo mature. Una barzelletta sconcia. Risate. La radio è accesa e trasmette canzoni sconosciute. Nel cielo la luna brilla solenne, accarezzata da stelle che chissà da quanto tempo non sono più lì. Quanti siamo? L'ennesimo brindisi prolunga il divertimento di una serata che ha senso grazie alla nostra voglia di vivere. Un rumore. Qualcosa più di un rumore. Un rumore bagnato. Sta piovendo. Il diluvio investe ora il gazebo. L'estate... Godiamo della frescura che questa pioggia ci regala. I cavalli impazziscono nel maneggio e i cani scappano dal cortile senza abbaiare. Non fa più caldo. L'aria è secca, quasi tagliente. Ma non fa freddo, no. Pozzanghere porpora riempiono il prato. La densità aumenta. Queste macchie di colore sono mitragliate da un cielo che non ne ha mai abbastanza.

Fai di me il tuo sogno

"Fai di me il tuo sogno" leggo sul mio blog. Mi accendo una sigaretta e comincio ad espellere cerchi di fumo dalla bocca, che si vanno ad infrangere sul monitor del mio portatile. Perché proprio a quest'ora? La domanda non è esatta. Chi è? Chi sei? È la prima volta che ti vedo. Non riesco minimamente a capire tu chi possa essere. La tipa che ho cercato di rimorchiare l'altro anno in zona colonne? No. Era col suo ragazzo. Ragazzo che io non ho mai visto per tutta la sera. La mia ex? Futile speranza. Ormai sono partito ed il continente ce l'ho alle spalle da almeno un paio di anni. Che dico. Non ricordo nemmeno. E lei non sarebbe in grado di farmi una sorpresa del genere. Altrimenti non sarebbe la mia ex. Vediamo. Pensa. Pensa. Pensa. Pensa. Zero. Non riesco proprio a capire. Cazzo.