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Aspettavo la neve (bozza).

Quando ero piccolo diventai grande senza volerlo. Vidi mio padre giocare a poker, mia madre fargli la barba, mio fratello cercarmi. Bastò poco per rifiutare l'idea di accettare gli anni che avevo. Mi ci costrinse tutto ciò che avevo intorno, bambine viziate, professori che mi davano per spacciato dentro qualche officina, amici persi nelle discoteche convinti di aver già provato e trovato tutto. Smisi di aspettare la neve. Mi buttai nel destino che tutti quei bastardi mi disegnarono intorno. Nemmeno rassegnarsi: solo una piccola e serena morte.

Ora sono vicini - Ultima parte.

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- Una numero uno, dici? - Ti basta solo guardarmi. L'abbraccio è di troppo. Niente scene drammatiche, lui lo sa. Lui vorrebbe ma sa che lei non lo sopporterebbe. Il compromesso, quel venirsi incontro perché ci si ama, deve lasciar spazio al rispetto per l'altro. Al sacrificio della propria indole. Sapendo di non ottenere nulla in cambio. Si da perché si vuol dare, non perché si vuol ricevere. Difficile dire se si è soli oppure insieme. Forse si è soli insieme.

Ora sono vicini. E' il momento. - Seconda parte.

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- Magari cambio idea tra cinquant'anni. Ma adesso non è il momento. Lui la guarda. Rapito da quella verità nata nel dolore che lui conosce troppo bene. Comprendere è dire troppo. Ma conoscere quel dolore gli è sufficiente per capire quanto orgoglio e anima abbiano lo stesso peso. - Non sei curiosa di... - No. Non è il momento. Lei è dietro un muro spesso chilometri di sofferenza. Mica una vita facile la sua, lui lo sa. Trascorsa a proteggere e mai a proteggersi. Lei non si era mai concessa. Quando lo ha fatto, quando si è liberata, quando ha smesso di avere paura ci è voluto poco tempo (troppo poco) per rimanere delusa. Affranta. Lei sente di aver sbagliato. Lei è il peggior fallimento della storia.

Ma noi siamo proprio quelli.

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Sarebbe tutto normale non fosse che Matteo c'è. Esiste. Nascere non è una colpa, nemmeno un merito. E' un fatto che scaturisce dai desideri, dall'incoscienza, dalla voglia di essere adulti, e poter insegnare a qualcuno a non commettere i propri errori. Perlomeno a capirli. Non lo stiamo facendo, non gli stiamo insegnando nulla, se non a non capire.