Come una piuma e pesante come il ricordo che non voglio più avere, si adagia sul mio torace e con una mano mi accarezza il braccio. È il suo tocco, dita sottili come fili, quello che mi ha fatto scappare dal mondo, il mio alibi per chiudere tutti fuori dalla mia casa. Sorseggio un po' d'acqua e riesco solo a non parlare. «Vado un attimo in bagno» e si allontana, e nei suoi occhi vedo la paura di non trovarmi al suo ritorno. La rassicuro con un mezzo sorriso. Come dieci anni fa. Anche allora c’erano le candele. Là fuori ci sono un paio di grattacieli in più e la musica dentro i locali è più alta, ma la città è sempre la stessa. Il tempo fa questo, corrompe la forma, il contorno. L’anima delle cose, delle persone, resiste e perdura oltre ogni calendario. Oltre ogni sguardo. Anche quando te ne vai e ti lasci alle spalle una stanza d’albergo dove c’è una donna di cui non vuoi essere l’uomo della sua vita. E quella donna sarebbe stata perfetta. Non è cambiato nulla, solo...