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Il lungo addio

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Lui e lei si sfiorano un'ultima vera volta. E fanculo al sesso. Fanculo all'amore. Fanculo alle bugie. Fanculo alla vita. Fanculo alla morte. Li vedo. Non posso. Ma non riesco ad andarmene. La carezza più bella è quella che non hai mai dato. La strada più lunga è quella che non hai ancora percorso. Prima di incontrare la persona giusta è uno scivolare continuo. Anguille. A volte elettriche. Se ne esistono. Chiaro. In un mare dove non è impossibile nuotare. Solo strano. Il pacchetto accartocciato reclama il posto giusto. Come tutti noi. Trascorriamo la vita a pretendere il posto giusto. Il proprio sputo di mondo dove poter addormentarci senza pensare a chi c'è intorno. Perché conta solo un corpo. Un paio di mani. Un paio di labbra. Un paio di occhi. Oltre ai propri. Sbalzati in giro con la promessa di un luogo sicuro, cerchiamo rifugio nella risata di chi sopporta le nostre battute. Lui ha ucciso un uomo. Dio e Satana nello stesso corpo al momento del colpo. Lui...

La cura

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ilticchettiodelsilenzio.blogspot.it «È successo circa trent’anni fa. Colpiti dalla sua forza, gli abitanti vollero renderla mitica. Decisero per questo piccolo osservatorio. Ricavarono una scala a chiocciola all’interno del tronco e quell’altra all'esterno», nel sedersi gli sfiora la mano. Imbarazzata, si ricompone e nasconde la sua. Come quando ci si scotta. «Vedi? Lì, dove c’è il terrazzino. È il punto in cui il fulmine la aprì in due». Lui viene qui da qualche giorno nell’attesa che dall’ospedale lo chiamino per l’ultima volta. Suo zio, neanche cinquant'anni, è “sotto morfina”. Vuol dire che “non c’è più niente da fare, solo aspettare”. Così se ne andrà un fratello, un figlio, un marito, un padre. Ha vinto la leucemia. «La curiamo, ma ha perso gran parte dei rami. È una quercia che ha circa mille anni. Capisci? È tra le più vecchie esistenti. Anche la natura deve lottare con la vecchiaia, le malattie. Noi facciamo quello che possiamo, quando serve la rattoppiamo con al...

La breve storia di un piccolo suicidio.

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Ignorava quali fossero i suoi problemi. In casa sembrava tutto così tranquillo. Una vita regolare, quella del suo padrone, che non dimenticava mai di dargli da mangiare all'orario giusto nella quantità giusta. Gli cambiava l'acqua con una regolarità svizzera, severa e puntuale. E col passare del tempo gli aveva pure allargato l'acquario. Dalla semplice boccia era passato a questo rettangolo di un metro e mezzo d'altezza, lungo due e largo uno. E il piccolo Rosso gliene era grato. Certo qualche centimetro in meno di spazio in cambio di una compagna non gli sarebbe dispiaciuto, ma mica si può avere tutto. Ma forse un giorno il suo padrone lo avrebbe accontentato. Già. Forse. Se lui non si fosse buttato, pietra al collo, dalla finestra del soggiorno nel fiume di sotto. Rosso ignorava quali fossero i suoi problemi. In casa sembrava tutto così tranquillo. Invece chissà cosa diavolo era successo nella vita di quell'uomo. Poi in un attimo ebbe un'epifania. Quella cas...

Aspettavo la neve (bozza).

Quando ero piccolo diventai grande senza volerlo. Vidi mio padre giocare a poker, mia madre fargli la barba, mio fratello cercarmi. Bastò poco per rifiutare l'idea di accettare gli anni che avevo. Mi ci costrinse tutto ciò che avevo intorno, bambine viziate, professori che mi davano per spacciato dentro qualche officina, amici persi nelle discoteche convinti di aver già provato e trovato tutto. Smisi di aspettare la neve. Mi buttai nel destino che tutti quei bastardi mi disegnarono intorno. Nemmeno rassegnarsi: solo una piccola e serena morte.

Un racconto di sbirri: Penultimo collegamento. Matteo Lincati a rapporto, Signore. - Prima parte.

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Le belle giornate le riconosci solo nel pomeriggio. A volte basta poco. Non serve svegliarsi col piede giusto. Nemmeno azzeccare la tostatura del caffè. Capisci che una giornata è migliore delle altre quando ti squilla il cellulare. In base a chi ti chiama la giornata può essere una totale merda oppure meritevole di essere vissuta. Ma una giornata per come cominci non sai come finirà. Potresti perfino morire. Arrivo a casa sua alle 14.30. Sono fresco.Sono pulito da almeno un paio di settimane. Pulito sul serio. Citofono e intanto mi godo la vista sul piccolo cortile che si scorge dal cancello a sbarre di ferro. Un classico: sbirro fino alla scelta degli accessori della casa. Mi apre senza rispondere. Mi aspettava. Come minimo da un paio di ore. Me lo immagino a camminare avanti e indietro per casa bestemmiando come un contadinaccio. Mi faccio strada da solo. Proprio un bel giardino. Mal curato ma comunque affascinante. Alcuni vedrebbero erbacce, io ci vedo della natura lascia...

Cerebrale

- Saresti stata la prossima. Quelle parole lei le aveva solo immaginate, appiccicata al cuscino durante una delle tante notti insonni degli ultimi anni. Ma quella torbida fantasia non ha creato lo scudo sufficiente per proteggerla adesso, su quel pianerottolo, davanti a lui che lo ha detto davvero. Tutto questo basterebbe per entrare in casa e chiudersi quella parte di vita alle spalle, una volta per sempre. Lui capirebbe e non tornerebbe mai più. Nessun bigliettino, nessun piantonamento. Via. E il mondo continuerebbe a fare schifo. E il mondo continuerebbe a precipitare nell'universo, senza mai schiantarsi. - Perché non me l'hai mai detto?

La fine

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La voglia di scoparti gli potrebbe essere passata. Ha raggiunto il suo scopo, rapirti e restiruirti senza lasciarti nulla, se non quello sperma che ti ha inquinato il corpo. Questa potrebbe essere la fine. E mesi a piangere su una storia che andava avanti senza un perché, tirata avanti grazie a orgasmi multipli che solo uno così poteva darti. Ho smesso di andare in chiesa. Ho smesso con la terapia. Ho cominciato a cominciare. La spalla non me la guardo più. Forse per difesa, forse per attacco. Sicuro per paura. Dopo la doccia non mi giro per guardarmi la schiena allo specchio. Se non fosse per quello che ricorda sarebbe un tatuaggio davvero ammirevole. I tatuaggi sono cicatrici. Le cicatrici sono il segno di ricordi incancellabili. Io non ho mai smesso di dimenticare.

Radioattivo

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Puoi farlo. Devi farlo. Un uomo con la pistola è pericoloso anche quando non spara. Gli occhi sono azzurri, ma possono piangere. Il cielo più sgombro può scatenarsi nel temporale. Non c'è niente di male a lasciar vivere.

Crepitio

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Rimarrà la cenere, rimarrà l'odore di bruciato. Chiunque arriverà non potrà che sporcarsi. E sarà inutile cercare qualcuno. Neanche i cani serviranno, la più scrupolosa delle indagini non porterà a nessuna soluzione. Solo il ricordo di qualcosa che c'è stato turberà le nuvole, gli alberi. Gli unici muti testimoni di quello che è successo. Forse anche Dio avrà visto qualcosa. Forse si sarà distratto un attimo. Il mio cellulare sarà lì in mezzo, tra pezzi di vetro e legno, in mille pezzi. Le mie schegge di vita saranno tutte lì. Non faranno male a nessuno. Mai più.

Elefante

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Quattro. Voglio diventare qualcuno. Voglio insegnare. Non importa in quale università. Voglio insegnare. Questo conta. Sono iscritto al terzo anno di filosofia. L'università è la culla della conoscenza. Certe cose succedono solo nei film. Cinque. Sei. Sette. Con lei ho fatto l'amore per la prima volta. Mi manca. Ma adesso ci sei tu Michelle. Ieri abbiamo fatto l'amore. Per la prima volta. Io e te. Il tuo orgasmo lo sento ancora. Ti ho detto "ti amo". Che strana cosa poterlo dire. Che strano farlo. Non sarà l'ultima. Giuro. Otto. Nove. Dieci undici dodici tredici quattordici. Mamma e papà. Non vi deluderò. Quest'anno ho studiato poco, è vero. Ma giuro che mi impegno. Voglio insegnare. Diventare professore. Avere a che fare con gli studenti. Combattere e insegnare a combattere. Star loro vicino. Essere come John Keating. Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza u...

Non c'è più tempo

Sola. Nessuno in giro. Una maledetta pietra. Due rose. Una bianca. Una rossa. - Che ci fai lì - si chiede, con gli occhi gonfi ma ormai aridi. Una settimana di pianti. Lei, da sola. Lui non c'è più. Lei partirà. - Dovevo dirti molte cose - un pianto isterico corrompe il silenzio del cimitero. Nessuno in giro.