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U2 - Sometimes you can't make it on your own (How to dismantle an atomic bomb - 2004) - Traduzione

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Pensi, di avere la stoffa, lo dici a me e nessun altro che sei forte abbastanza. Non devi cercare il litigio, non devi aver sempre ragione, lasciami prendere qualche pugno per te stanotte. Ascoltami adesso, ho bisogno che tu sappia non è necessario che tu lo percorra da sola. E sei tu quando guardo nello specchio, e sei tu quando non rispondo al telefono, a volte non ce la puoi fare da solo.

Riflessione II

Dividere il mondo in buoni o cattivi è un'esperienza drammatica, per chi lo fa e per chi lo subisce. A volte è l'ignoranza che porta a farlo, molte altre è l'aver toccato il dolore, quello vero, quello provato solo da chi ha voluto rischiare mandando a fanculo qualsiasi paura. Di solito, senza limiti estremi di tempo, il mondo torna com'era prima, un posto vissuto da sei miliardi di piccoli storie in continua evoluzione. Questa si chiama visione dinamica. Ma c'è chi preferisce una visione statica, fatta di falsa accettazione di un dolore provato e indifferenza corrosiva verso chi meriterebbe di non far parte nè dei buoni e nemmeno dei cattivi. Ho scoperto di capire tutto questo. Ma l'insensatezza impregna la mia comprensione.

Ora sono vicini - Ultima parte.

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- Una numero uno, dici? - Ti basta solo guardarmi. L'abbraccio è di troppo. Niente scene drammatiche, lui lo sa. Lui vorrebbe ma sa che lei non lo sopporterebbe. Il compromesso, quel venirsi incontro perché ci si ama, deve lasciar spazio al rispetto per l'altro. Al sacrificio della propria indole. Sapendo di non ottenere nulla in cambio. Si da perché si vuol dare, non perché si vuol ricevere. Difficile dire se si è soli oppure insieme. Forse si è soli insieme.

Ora sono vicini. E' il momento. - Seconda parte.

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- Magari cambio idea tra cinquant'anni. Ma adesso non è il momento. Lui la guarda. Rapito da quella verità nata nel dolore che lui conosce troppo bene. Comprendere è dire troppo. Ma conoscere quel dolore gli è sufficiente per capire quanto orgoglio e anima abbiano lo stesso peso. - Non sei curiosa di... - No. Non è il momento. Lei è dietro un muro spesso chilometri di sofferenza. Mica una vita facile la sua, lui lo sa. Trascorsa a proteggere e mai a proteggersi. Lei non si era mai concessa. Quando lo ha fatto, quando si è liberata, quando ha smesso di avere paura ci è voluto poco tempo (troppo poco) per rimanere delusa. Affranta. Lei sente di aver sbagliato. Lei è il peggior fallimento della storia.

Ora sono vicini - Prima parte.

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Lui la raggiunge sul balcone, si guarda intorno come se prima o poi possa spuntare qualcosa di interessante da osservare. Lei lo guarda. Non ama la sua barba, pensa gli nasconda gli occhi che non smetterebbe mai di fissare. Lì dentro lei ci vede lui. Con tutto l’amore. Tutto il dolore. Tutta la paura. Tutta la speranza. E aspetta che smetta di osservare. Sa che vuole parlare. Lo conosce. E infatti sta zitta. Aspetta. Lo ha sempre fatto. Non perché sia una donna paziente, tutt’altro. Semplicemente sa che deve farlo.