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Nuova metropolitana on cazzo.

Reazionario mood: ON. Io non capisco perché (cazzo) si debbano contrarre debiti di 220 MILIONI DI EURO (e forse di più) per produrre treni che vanno 90 all'ora ma che viaggiano su binari che permettono tratte a massimo la metà e che permettono (WOW!) di attaccarsi con il wifi così nemmeno in metropolitana uno può staccare un attimo la spina. Un sacco di soldi che potevano essere investiti per rendere più moderni i treni attuali che funzionano benissimo (viaggiamo tuttora sugli efficienti treni anni '70) oppure per rendere più efficienti le stazioni, quelle sì "bisognose" di un restyle. A Milano servono più treni, non treni più belli. Cristo. Serve un governo che limiti in modo fascista il traffico giornaliero attraverso intensificazione dei trasporti, piste ciclabili e car sharing di auto elettriche. Come al solito vengono buttati nel cesso soldi (SOLDI) per opere che servono solo a lucidare il cazzo di fanfaroni che devono giustificare in pubblico il proprio mestiere...

Ristoro secondo Trenord.

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Almeno hanno messo le virgolette. Suvvia.

Rodolfo De Angelis, Ma cos'è questa crisi? (78 giri, 1933) - TESTO

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Sentii questa canzone per la prima volta durante una scena di "Faccia di Picasso" (Ceccherini, 2000). Già allora mi era apparsa geniale e scoprii che era frutto del talento di Rodolfo De Angelis, artista vicino al futurismo di inizio secolo (!). Vi propongo il testo e vi invito ad ascoltarla (la perla è la trombetta "suonata" a bocca, in fin dei conti si parla di crisi ...)

Voglia di fare e lasciatemi stare

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esalta...