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Gravity: sopravvissuto. Per poco. (SPOILER inside)

Primo presupposto: Gravity non è un film di fantascienza. Forse è un film d'avventura, a volte sfiora il disaster movie. E non mi basta relegarlo nel troppo generico space movie. Gravity è un film drammatico. Pace. Con un particolare ammiccamento al romanzo di formazione. Secondo presupposto: Gravity è un'esperienza. Il ché pone le basi per il... Terzo presupposto: non azzardatevi ad aspettare la sua uscita in dvd/bluray. Gravity va visto al cinema. Pochi cazzi. Trovate la sala più grande esistente, una di quelli che può vantare uno schermo grande quanto l'Umbria. 3D tutta la vita. Sceglietevi Il Posto Centrale. Guardatelo. Non potrete darmi torto. Quarto presupposto: se riuscite guardatelo almeno 2 volte.

Mood Indigo è troppo Gondry.

Il difetto principale di Mood Indigo è che nel film c'è troppo Gondry. E' comprensibile: l'opera di Boris Vian, su ammissione del regista francese, è quella che ha maggiormente condizionato la sua fantasia fin dalla prima lettura durante l'adolescenza. Bisogna però cercare di andare oltre. Il film è certamente personale (direi pure radicale) ma la storia raccontata viene soffocata da trovate stilistiche e visive (comunque alcune - poche - bellissime e c'è poco da fare: Gondry crea dei mondi spettacolari) che esasperano i colpi di genio già surreali dello scrittore. La regia è attenta ma non basta. Ed è un peccato: se Gondry avesse dato più peso ai personaggi e ai dialoghi a meno allo stop motion forse ne sarebbe venuto fuori qualcosa di più lineare, più in sintonia con la tetra e meglio riuscita seconda parte . Che però a causa delle vistose defezioni della prima (il primo quarto d'ora è un videoclip musicale alla Gondry però filmico senza playback) ne risente r...

Recensione: Imperial Bedrooms, Bret Easton Ellis

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Recensione. Cattedrale, Raymond Carver.

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