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Lui e le cose. (seconda parte)

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seconda parte. (la prima parte) La sola possibilità, mai così prossima, che potesse accadere gli raggelava il sangue. Lucio, così si chiamava il Maestro, era stato per lui fonte di novità e di speranza. Dall'aria folle dello scienziato imprevedibile,  voce calibrata ai propri sentimenti, generosità da vecchio partigiano che non aveva mai ucciso, l'artigiano se l'era preso in bottega qualche anno prima quando era arrivato da una città mai sentita, al contrario degli altri maestri che di ospitare un forestiero così lontano anche nelle credenziali non se l'erano proprio sentita. - Sei quello che cerco, i tuoi bisogni coincidono con i miei, domattina alle sette qua in bottega - Come dargli torto?  Furbo come pochi altri Lucio ottenne le prestazioni di un uomo bisognoso di lavorare, ormai giunto all'ultima spiaggia, alla paga minima possibile. (il buon vecchio capitalismo dei tempi andati).

Lui e le cose (prima parte)

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( dedicato alle donne che non ho mai amato: una. Tutte le altre non le ho nemmeno mai incontrate . La battuta non mi sembra delle migliori, ma in mezzo alle altre che si era appuntato era di certo la più verosimile. [umorismo dichiarato e giustificato]. Questa è una storia che probabilmente interromperò all'improvviso. Nei suoi documenti c'è tutto, ma dovete avere solo la pazienza di farvela raccontare. E sono le 00:22 del mattino. Prometto di riportare fedelmente la testimonianza di questo piccolo eroe. A rate, ma lo farò.)

Io e le cose - Giorgio Gaber

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Ad essere sincero io non so se esistono le cose non so se vanno male o bene se tutto è un’illusione ad essere sincero io non so nemmeno se anche le persone coi loro sentimenti e la ragione esistono davvero. Io non so niente, ma mi sembra che ogni cosa nell’aria e nella luce debba essere felice io non so niente, ma mi sembra che due corpi nel buio di una stanza debba essere esistenza. E gli alberi le spiagge i cani e i gatti e strani oggetti che cito alla rinfusa il tavolo la stanza una camicia appesa le carte coi tarocchi e poi gli eterni scacchi un piccolo divano e una foto di mio padre quand'era bambino e poi lo specchio rosso su cui splende un’illusoria aurora chissà se è mai esistito chissà se esiste ora. Io non so niente, ma mi sembra che ogni cosa nell’aria e nella luce debba essere felice io non so niente, ma mi sembra che due corpi nel buio di una stanza debba essere esistenza.