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Lui e le cose. (seconda parte)

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seconda parte. (la prima parte) La sola possibilità, mai così prossima, che potesse accadere gli raggelava il sangue. Lucio, così si chiamava il Maestro, era stato per lui fonte di novità e di speranza. Dall'aria folle dello scienziato imprevedibile,  voce calibrata ai propri sentimenti, generosità da vecchio partigiano che non aveva mai ucciso, l'artigiano se l'era preso in bottega qualche anno prima quando era arrivato da una città mai sentita, al contrario degli altri maestri che di ospitare un forestiero così lontano anche nelle credenziali non se l'erano proprio sentita. - Sei quello che cerco, i tuoi bisogni coincidono con i miei, domattina alle sette qua in bottega - Come dargli torto?  Furbo come pochi altri Lucio ottenne le prestazioni di un uomo bisognoso di lavorare, ormai giunto all'ultima spiaggia, alla paga minima possibile. (il buon vecchio capitalismo dei tempi andati).

Indagine su due cittadini al di sotto di ogni sospetto. Una storia verosimile. Seconda parte di un racconto sperimentaloide.

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(PRIMO GIORNO) SECONDO GIORNO Fuori non è nemmeno l'alba ma di dormire neanche l'ombra. Mi alzo, vado al cesso, sbrigo un po' di cose. Nessun messaggio sul cellulare, nessuna mail in posta. Infilo la tuta, il parco è qua vicino. Mezzo litro di succo di frutta, un po' di pane e cioccolato e vado. Chi mi dice che magari non becco qualcuno per fare qualche domanda? Angelo, salutista, 27 anni che sembrano 30. Disoccupato. - Da quando ho perso il lavoro, sei mesi fa, vengo a correre ogni mattina. Facevo il meccanico, nell'officina dell'Amleto. Poi però il poveretto ha avuto in infarto, solo settant'anni. Io ho provato a mandarla avanti per un po', poi però i debiti erano troppi, mica me n'ero accorto subito. Porcaccia. Adesso sono 6 mesi che sono a casa, un inferno, guardi. Non è che per caso da voi cercano qualcuno? Imparo in fretta. In mezzora è l'unico che incontro. Sono abbastanza sudato e fresco per andare a casa, lavarmi, farmi...

Ora sono vicini. E' il momento. - Seconda parte.

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- Magari cambio idea tra cinquant'anni. Ma adesso non è il momento. Lui la guarda. Rapito da quella verità nata nel dolore che lui conosce troppo bene. Comprendere è dire troppo. Ma conoscere quel dolore gli è sufficiente per capire quanto orgoglio e anima abbiano lo stesso peso. - Non sei curiosa di... - No. Non è il momento. Lei è dietro un muro spesso chilometri di sofferenza. Mica una vita facile la sua, lui lo sa. Trascorsa a proteggere e mai a proteggersi. Lei non si era mai concessa. Quando lo ha fatto, quando si è liberata, quando ha smesso di avere paura ci è voluto poco tempo (troppo poco) per rimanere delusa. Affranta. Lei sente di aver sbagliato. Lei è il peggior fallimento della storia.