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Pioggia nella testa.

Aveva piovuto per tutta la notte dentro la sua testa. Ora toccava asciugare. Proprio lui, che non si asciugava nemmeno i capelli dopo la doccia. Un po' controvoglia, Jackie cominciò con i pensieri, che non erano tanti ma erano davvero zuppi. Li strizzò uno a uno e poi li buttò in lavatrice. Un paio di centrifughe e poi li stese, lasciando lo spazio giusto per farli colpire in maniera adeguata dal sole. Ad ognuno i suoi raggi. Ad ognuno la sua molletta. I pensieri in balcone. Messi così sembravano piuttosto ...distesi. Chiari e distesi. A Jackie, mentre beveva il caffè, sembrò una cosa da ripetere altre volte, senza dover aspettare la pioggia. La parte più sorprendente fu scoprire quanto fosse incantevole non avere pensieri per la testa durante la colazione e notò che un pensiero era già asciutto. Era proprio quello che gli faceva immaginare che stare senza pensieri era come essere un cielo sgombro. Jackie prese quel pensiero e lo adagiò all'ombra di una delle sue piantine.  Jac...

Lo dovete anche a lui.

Alcuni strani ricordi riaffiorano stasera prima di dormire. I tuoi cazzo di giochi di parole. "Il Re Corleone" "Barcavele e i 7 mari". Alcuni me li inculcavi quando mi aiutavi in storia da ragazzino: ad esempio in centrosudamerica vivevano i Mayali, i Caztechi e gli Inchias. Fu un'interrogazione memorabile. E uno dei primi libri che ti rubavo e divoravo (non capendo il 60% dei virtuosismi ma amen), tra un Alan Ford e un altro, era "È già mercoledì e io no" di Bergonzoni. Quindi: se tra le altre cose sono così giocherellone e idiota con le parole...lo dovete anche a lui. Ciao Pà! 'Notte. (e come dicevi tu, citando credo senza motivo Enrico VIII, "Anche questa è fatta")

Quando tutto era nuovo e migliore di qualsiasi altra cosa.

Era un po' che non accadeva, stanotte è riapparsa, bella come l'ho sempre avuta in testa, quando tutto era nuovo e migliore di qualsiasi altra cosa. Insomma, ricominciamo a fare le nostre cose - è un ritorno in piena regola, fatto di nuovi sguardi e vecchie abitudine (quelle belle, mica le cazzate) - rimetto piede in casa sua, rimango un'ora sull'uscio della camera da letto, quasi piango ma so che mi guarda, quindi la guardo piangere felice come una bambina, riempiamo quella stanza nuovamente e finalmente di noi, ho dimenticato tutto infatti non fumo, le guardo la schiena e vedo che sta bene, facciamo un giro con una strana moto, arriviamo da qualche parte dove, boh! tanto chi se ne frega, io sono felice, Felice, quando ecco la mitragliata al cervello: all'improvviso lei è incinta. Rimango secco, non so bene cosa fare, intuisco che non è mio ma di un figlio di puttana in particolare, allora le dico di rimanere li dov'è mentre io vado a fare una co...

Riflessione di un paranoico ancorato al proprio inconscio

A volte più che le persone sono i luoghi a lasciare i ricordi più nostalgici. E' per questo che chiedo alla Lacuna Inc. di creare un dispositivo che permetta alle persone di cancellare dalla propria memoria determinati luoghi a propria scelta. Così da poter imbattersi in strade senza l'istinto di tornare a quell'abbraccio, a quella litigata, a quello sguardo. Marciapiedi, vicoli, palazzi, interi quartieri, città, autostrade devono potersi liberare della nostalgia investiti dal nostro inconscio, sempre ubriaco alla guida.  Libertà che comporterebbe la nostra libertà.