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Sbam

«Devi aspettare qualche secondo. Poi puoi fare tutto quello che vuoi. ». Mi ascolta ma non mi guarda, presa com'è dal mio collo. E come biasimarla? Il nuovo dopobarba è davvero efficace e oggi sono particolarmente super. Sento le sue mani che con lentezza e perizia continuano a perlustrare la zona del basso ventre, alla ricerca del mio sesso. Gioca, scherza, si diverte. Il gatto col topo (metafora che mi mortifica). Il topo col gatto (metafora che mi inorgoglisce). La musica è alta e in casa la festa sta per decollare.

Religion

Da quanto stiamo camminando? Non ricordo nemmeno il momento in cui ho aperto gli occhi e qualcosa mi stritola il cuore, un filo d'acciaio, un cavo elettrico. Ogni tanto il buio si infila tra i nostri passi, quasi inciampiamo, e i lampioni si accendono quando ne hanno voglia. Ci guardiamo poco e non parliamo, ciò che conta è camminare insieme, è farmi accompagnare in questa passeggiata che lentamente capisco dove mi porterà. Siamo qui. La metropolitana che si butta sottoterra, il piccolo parco con le panchine scarabocchiate, l'istituto, il semaforo col pulsante. Nessuno.

A un centimetro dall'incubo

Finalmente il sole, la luce. Le mie pupille nascondono il buco per tornare marroni. Devo farmi una doccia. Devo mangiare. Devo guardare un film. Devo fare un paio di chiamate. Devo dormire. Almeno cinque ore, non chiedo tanto. Soltanto cinque ore. Il turno più lungo della mia vita, non finiva mai. Non ricordo nemmeno per quante ore sono rimasto chiuso in laboratorio.

Non fa freddo

Tre bicchieri di vino rosso, di quello buono, invecchiato fino al limite ed estratto da uve fin troppo mature. Una barzelletta sconcia. Risate. La radio è accesa e trasmette canzoni sconosciute. Nel cielo la luna brilla solenne, accarezzata da stelle che chissà da quanto tempo non sono più lì. Quanti siamo? L'ennesimo brindisi prolunga il divertimento di una serata che ha senso grazie alla nostra voglia di vivere. Un rumore. Qualcosa più di un rumore. Un rumore bagnato. Sta piovendo. Il diluvio investe ora il gazebo. L'estate... Godiamo della frescura che questa pioggia ci regala. I cavalli impazziscono nel maneggio e i cani scappano dal cortile senza abbaiare. Non fa più caldo. L'aria è secca, quasi tagliente. Ma non fa freddo, no. Pozzanghere porpora riempiono il prato. La densità aumenta. Queste macchie di colore sono mitragliate da un cielo che non ne ha mai abbastanza.

Riverbero

Per piacere ascoltami adesso senza più nasconderti. Incubi che strisciano, città che dorme, proiettili, il suono del ricordo. Guardami adesso senza più scappare. Sogni che si crepano, boschi che muoiono, bombe, il rumore dei tuoi passi. Voglio che tu senta. L'anima. Il cuore. Che le candele di questo tavolo si spengano, prima che il vento arrivi.

Un occhio verso l'universo

Perseo mi scruta dalla porta che è quasi chiusa. Oppure quasi aperta. È nascosto, cerca di farsi notare non facendosi vedere. Gli faccio un cenno e gli occhi gli si accendono. Entra in camera e scodinzola vistosamente. Lo guardo, gli sorrido e lui salta sul mio letto, per poi sdraiarsi con il muso sul mio petto. Mi guarda negli occhi. Lo accarezzo. Chiude gli occhi. Chiudo gli occhi. L'ennesima nottata da dimenticare.

Due idioti

La pausa pranzo è il momento che più aspetto quando mi capita il turno pomeridiano, soprattutto quando il mio compito è quello di sostituirmi a un semaforo che ha deciso di sconvolgere per qualche ora il già nevrotico traffico della città. Clacson, urla, bestemmie. E io lì. In mezzo all'incrocio ad allungare braccia e braccia per regolare il transito di macchine e macchine e macchine e macchine. Ma è il mio dovere. E godo nel svolgerlo. Il senso della giustizia che papà mi ha trasmesso non è sufficiente a spiegare la mia abnegazione per questo mestiere. Eppure stranamente il poliziotto della locale (la vecchia municipale) viene visto alla stregua di un frustrato perditempo, pronto a succhiare soldi ai "poveri" automobilisti già troppo stressati dai ritmi a cui il capufficio li sottopone. Fortunatamente oggi il semaforo che ha peccato di anarchia si trova vicino al parco in cui sono adesso, seduto sulla panchina a mangiare il mio bel panino con prosciutto cr...