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Senza petali

- Hai recuperato le munizioni? - Sì Signore. Questa volta non ci fottono. Vero Signore? Il Tenente non rispose immerso com'era nell'osservazione, con la speranza di individuare qualsiasi cosa che potesse ribaltare quella situazione di stallo che si protraeva ormai da ore. Tenere così tanto il binocolo sugli occhi gli aveva disegnato due piccoli cerchi color stanchezza sopra il naso, dandogli a tratti dei lineamenti quasi animaleschi. - Quanti anni hai? - Diciannove Signore. Il Tenente fece una smorfia con la bocca e con la sigaretta a penzoloni dalle labbra sembrò pensare Mio Dio. Quante ore? Quando finirà? Ce la faremo? Tornerò a casa? Rivedrò mia madre? La mia ragazza? Mi scappa la pipì. Cosa darei per una birra. Ho paura.

Meno di zero

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Mescolo esistenze non orientate. Dipendono indipendenze. Zingaro eterno, respiro onirico.

Volver

Un soffio. Un ricordo. Il peso dell'anima. Addormentarsi. E sperare, forse sognare. Il crepuscolo. Perdersi, forse piangere, forse ridere, forse rabbia. Un pugno al cuore. Il desiderio. Il sogno. Ricorrenza. Quanto tempo? Non ricordo. Pensare. Forse scommettere. Forse rassegnarsi. Forse perdersi. Le mie mani. Un dubbio. La paura. Un'idea. Dove sei? Dove sarai? Uno strappo. Forse uno squarcio. Forse tu. Sicuramente tu.

Uno di questi giorni

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Questa giornata la rimuoverò dalla mia memoria, cosa naturale per uno che soffre di amnesia, ma stavolta la malattia non c'entra. Dimenticherò questa giornata per il semplice fatto che non mi è successo niente. È semplicemente trascorsa. A parte il paziente con un fiore nel retto, niente di eccitante. Ma non posso certo dire che la mia sia una vita orrenda. C'è gente che se la passa peggio, come ad esempio il vecchio Sam, uno che passa le sue giornate alla ricerca di cacca. Secondo me ha bisogno di andare in terapia, non è normale un'inclinazione del genere. Appena finisco la doccia, mangio qualcosa e poi filo alla "Buca" da Jack e gli altri. Stasera gioco la finale di biliardo contro Giorgetto, il novellino.

Non sono più qui

Come gli amanti di Klimt, come gli amanti di Magritte. Se ci fosse uno spagnolo direbbe volver volver volver. Un urlo accecante mi sbrana le vene i polmoni. Dov'è? Dov'è? «Come Joel e Clementine. » «Come Bob e Charlotte. » «Mi hai rapito» mi dice. «Mi hai lasciato andare. Mi hai mandato via. Mi hai cancellato. » «Voglio darti delle risposte. » «Non voglio farti domande. Sono ancora in una situazione di breakeven. Ho i crampi allo stomaco solo a dirlo. » «Io... » «Zitta, non dire nulla. »

Disperato ubriaco stop

Il pensiero vola a cercarti le volte innumerevoli che ti vorrei parlare per dirti ogni cosa. Non so ancora quante lune, quanti soli, quante stelle, quante nuvole, dovranno scorrere. So solo che ti vorrei qua, far di te la mia musa, far di te il mio arrivo, darti il mio corpo, darti il mio sorriso, darti il mio orgasmo. Mi fermo e rido, mi muovo e sorrido. Il ricordo di quegli attimi mi segue e sorpassa ad ogni mio respiro e non capisco fin dove arriva la paura. Paura di cosa? La nostalgia è una puttana che si fa avanti quando ho finito i soldi per pagarla, per fare il pieno e pagare un motel. Eppure sono qui. Fradicio. A pensarti. Ad eccitarmi pensando a te. Ti voglio qui, con tutto il mio cuore, con tutta l'anima. Ti voglio. Semplicemente ti voglio. In questo momento. Giuro.

Il vento dell'ovest

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"Mi ricorderai quando il vento dell'ovest si alzerà sul tuo viso? Dimenticherai la gelosia del sole nel suo cielo?" Camminavano per i campi d'orzo, quelli che li avevano visti crescere, passo dopo passo, tenendoli per mano. Ci avevano corso, ci erano inciampati, ci avevano fumato le sigarette di papà. "Quella volta che a momenti bruciava tutto, ricordi?" Si erano dati il primo bacio, ci avevano fatto l'amore. "Era la prima volta." "Anche per me."