giovedì 26 dicembre 2013

Must See #18. Chuck Norris shows JC van Damme how to do a proper.


L'Epic Split made in Volvo, con protagonista Van Damme, è uno dei viral web commercial più riusciti degli ultimi secoli. Ovviamente, come ogni cult, sono nate delle parodie, alcune riuscite altre un po' meno.
Io ne aspettavo una in particolare perché solo un uomo poteva sfidare, superare e surclassare il Jean-Claude mondiale: Chuck Norris. Che qui, grazie all'azienda ungherese Delov Digital, si prende il primato della spacc(on)ata del millennio con un'epica performance tra due caccia bombardieri. E sulla testa un albero di Natale composto da un gruppo di paracadutisti.
Mitico. Mitici.

mercoledì 25 dicembre 2013

Appunti di vita. Buon Natale #2

Due donne discutono sugli animali che trainano la slitta di Babbo Natale.
"Sono renne?" "No no! Sono stambecchi".
Io con un sorriso piuttosto sornione rivelo che trattasi di alci.
"Ah già, è vero!" "Grazie".
Buon Natale.

martedì 24 dicembre 2013

Buon Natale #1

Mancano solo 20 minuti al 2013° compleanno di Gesù. Io, mentre mi preparo per la tradizionale ed etica sbronza natalizia, vi auguro di accettare tutto, anche quei regali che si rivelano dei pacchi. 
Buon Natale!

Must See #17. Channel 4 - Kubrick.


CHANNEL 4 - KUBRICK from Knucklehead on Vimeo.

E' probabilmente uno dei migliori tributi a Stanley Kubrick mai realizzati.
Quelli di Channel 4, in occasione della rassegna sul Maestro, creano un finto backstage di Shining. Girato in soggettiva in un unico piano sequenza (girato in steadycam, il supporto meccanico che trovò, proprio nel capolavoro di Kubrick, la sua prima e forse inarrivabile applicazione cinematografica) incrociamo quasi tutti i protagonisti del film, passando per un breve tratto anche dal labirinto dell'hotel.
Girato da Siri Bunford di Knuckelhead.

lunedì 23 dicembre 2013

Must See #16. The Auteurs of Christmas.


Come girerebbero un film sulla mattina di Natale 10 famosi registi?
La risposta, davvero divertente, la danno quelli di Four Grounds Media Inc.
Davvero ben fatto, avrei però approfondito Spielberg e Kubrick. Ah. Manca Tarantino, peccato. Michael Bay credo sarebbe costato troppo. E Nolan avrebbe preteso di firmare la regia su se stesso.

giovedì 19 dicembre 2013

Buongiorno #34665654.

Buongiorno a tutti. Soprattutto ai nostalgici che la pornografia la comprano ancora in edicola.

mercoledì 18 dicembre 2013

Il sonno è un fetente.

Stamattina ho già incrociato un po' di volte quel fetente del sonno che non è venuto ieri sera a casa mia. Circa 100 volte, una per ogni Madonna che sto sradicando dal cielo a colpi d'insonnia.
Buongiorno un cazzo.

lunedì 16 dicembre 2013

Videoclip Choise #15: Dope D.O.D., What Happened (2011)


E' forse uno dei migliori pezzi horrorcore che abbia mai sentito e il video ne riflette la cattiveria adeguata, grazie alla regia aggressiva ed eccentrica supportata da un montaggio calibrato come Dio comanda. La post produzione non è affatto invasiva, né virtuosistica: ne esce uno street video che non è uno street video ma un vero e proprio videoclip musicale che sembra prodotto da una major. Il trio olandese è riuscito a irrompere nel mercato grazie a questo debutto sul web. Bisogna però ammettere che con un pezzo del genere e con 3 personaggi così era difficile sbagliare video: Jay Reaper spacca per espressività, Skits Vicious per presenza scenica (applausi per la clip in cui simula di essere un burattino su una carriola), Dopey Rotten per l'aria da tossico.
Certo: il beat, le rime fanno il loro effetto e la teppaglia che circonda i Dope D.O.D. funziona alla grande.
Diretto da Walker Pachler.

mercoledì 11 dicembre 2013

L'ultima volta per questo secolo. Parte II.

È l'11.12.13. E sono le 14.15.
Buon proseguimento di giornata.

L'ultima volta per questo secolo. Parte I.

Sono le 09.10 dell'11.12.13.
Buondì.

martedì 10 dicembre 2013

Must See #15. Porn Sex vs Real Sex: The Differences Explained With Food.


Il sesso reale è diverso da quello mostrato dall'industria cinematografica. Impariamolo col cibo.

lunedì 9 dicembre 2013

Droghe leggere.

Metropolitana. Ultimo vagone. Affollato come un privè. Ore 14.55. Un tizio, seduto comodo comodo, tira su una canna di ganja. Ad arte.
Ora: ciò che lo circonda è indifferenza o complicità?
Buondì.

domenica 8 dicembre 2013

Primarienonvedevolora

Minchia le primarie! Dai! Andiamo tutti a scegliere il prossimo leader di Sto Cazzo!

sabato 7 dicembre 2013

Grazie a tutti di cuore.

Ringrazio tutti quelli che oggi non mi hanno fatto gli auguri. In fin dei conti oggi non è il mio compleanno.
Buondì.

venerdì 6 dicembre 2013

Eccheccazzo #1. Vademecum per organizzatori.

Proposte per chi organizza concorsi:
A ) quando le condizioni lo permettono (tipo concorsi per videoclip) fate mandare il materiale via MAIL e WETRANSFER (o almeno mettetela come opzione: non perché sia pigro ma perché, cazzo, tra andare in posta, tirare fuori soldi e altre menate si perde solo tempo).
B ) non chiedete l'ira di dio a monte. documenti come carte d'identità, foto, grimaldelli, gadget, misericordie, tegole e quant'altro richiedeteli solo a chi viene selezionato (stesse motivazioni di cui sopra).

Grazie.
Eccheccazzo.

Kresta.

La cresta me la faccio fare solo da quelli bravi ed esperti. I parrucchieri improvvisati lascino perdere.
(gioco di parole e similitudine inside)

Porcellum porcella.

"Via il porcellum. Restano I maiali."
A volte le troiate del Giornale funzionano.
Buondì.

giovedì 5 dicembre 2013

Vero?

Ok fatemi capire. Quindi se penso che quella che sta per arrivare è una bella giornata, ho solo dato fondo al pensiero che ieri andavo pensando che domani sarebbe andata meglio, vero?

martedì 3 dicembre 2013

Capelli.

Il concetto del giorno è "capelli a spazzola".

lunedì 2 dicembre 2013

Considerazione #3524057 - La vecchia vecchiaia

Avete presente, no? La vecchiaia, la polvere, l'aria stantia, berretti con la visiera, sputi gracchianti, I pantaloni giro ombelico, le partite a briscola, intendo. Ecco: anche questa è roba che non si trova a buon mercato. Bisogna sudarsele.

mercoledì 27 novembre 2013

lunedì 25 novembre 2013

Riflessione #234525. Questione di vagoni.

La svolta? Vagone bar, vagone massaggi e vagone letto in metropolitana. Già che ci siamo un bel vagone rompicoglioni per chi strilla al cellulare, chi ascolta musica a palla, chi non si lava, chi ha fretta, chi va piano. Sai che pacchia il resto del treno semi-deserto?

Stralcio #124435

"Bisogna rivolgersi ai grandi per sentirsi meno piccoli."

(Tratto dal mio prossimo manuale: "Come scrivere una sceneggiatura in after - Dio ci odia tutti e quando ci spiegherà il perché fidatevi che sarà un po' troppo tardi.". Presto in libreria).

sabato 23 novembre 2013

venerdì 22 novembre 2013

Videoclip Choise #14: Arcade Fire, Afterlife (Reflektor, 2013)


Meraviglia diretta da Spike Jonze. Il video è grossomodo suddiviso in due parti. Quella che più amo è la prima, composta da due piani sequenza dove a farla da padrone è il concept del video: lei e lui si baciano un'ultima volta, lui se ne va, lei si rassegna, si intristisce, poi si scatena sulle note della nuova vita che sta arrivando. La sua danza, coreografata al minimo, rispecchia la normalità di una persona che non è ballerina di professione. E il fuori fuoco su Win Butler sul finire della prima parte è di un'efficacia e intelligenza rara.
Lei, per la cronaca, è Greta Gerwig, apparsa ultimamente in To Rome With Love di Woody Allen.

giovedì 21 novembre 2013

Poesia #235495

Lo scrivo di fretta,
mentre la città brucia
e tra quelle fiamme vedo salire l'alito cattivo
di chi non usa più il collutorio perché crede
che sia sufficiente lavarsi i denti
per stare bene.
Ora, non sono un divo,
non sono il vostro cazzo di eroe
pronto a morire in nome della giustizia.

Sul terrazzo dimentico di cosa sia il buon gusto
(c'è chi, analfabeta, lo chiama tempismo)
mi innaffio di vino neanche fossi
un nebulizzatore di ottima annata.
Ho appena intasato l'anima
e non trovo lo sturacessi che mi regalarono
quegli zii lontani quanto la Mongolia.

Le persone non hanno fretta.
Solo si svegliano troppo tardi.
Non ho idea di che cazzo abbiano combinato durante la notte.
Forse è l'invidia. Forse è la speranza.
Riesci a distinguere un fiocco di neve dall'altro?

Finisco in fretta.
Mentre la città si adagia sulle sue ceneri,
lenzuolo su un letto su cui non dormirà più nessuno.
Grido un vaffanculo
a quella volta che non feci a pugni per te.

E il silenzio mi abbraccia in una stretta così tremenda
che il rumore lascia spazio a ciò che rimane del suono
del sangue che scorre nelle mie vene.

mercoledì 20 novembre 2013

27 anni. Piccolo manifesto brillo.

E io dico che senza ballare non sapremmo cos'è il ritmo.
Senza morire non sapremmo cosa vuol dire vivere.
E dopo sto paio di cazzate vi dico che non sono cazzate.
Amo compiere 27 anni. Per svariati motivi la considero un'età mitica,
che esula dalle morti celebri dei vostri e dei miei miti.
Vorrei compierli per sempre. 
Non c'è un cazzo di motivo specifico, mi piace e basta. 
Va a gusto. Non esiste un motivo per cui piace il tiramisù. Piace e basta.
Certo, è dolce, soddisfa la golosità. Si sposa da dio con la sigaretta accesa poco dopo.
E non c'è sempre: ogni volta è un'occasione speciale. 
Nel giorno del proprio compleanno diventiamo delle spose:
per un giorno abbiamo un po' di attenzione anche da chi di noi non gliene batte un cazzo.
E la cosa più bella è che comunque lo ringraziamo: ha dedicato qualche 
cazzo di minuto alla nostra vita. Ed è un piccolo arricchimento. 
Qualcuno si affaccia dal balcone e ci urla qualcosa. 
Voilà.
Il nostro piccolo e fottuto mondo si riempie ulteriormente. 
Dentro mi porto gli anni '80, gli anni '90, gli anni 2000.
Ho anche gli anni '70. Per vie traverse, a volte principali. 
E io dico che la vita è un posto bellissimo dove stare.
Ci si può perfino trascorrere le vacanze.
Vi amo. 

lunedì 18 novembre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo VIII. La superstizione del piccione.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.
"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo VIII. La superstizione del piccione.

Quando Ash tornò a casa ero partito io. Avevo voglia di lasciarmi perdere. Poi cambiai idea e decisi che avevo voglia di lasciarmi prendere. Da cosa non l'avevo ancora capito, ma lì fuori avevo un'ampia scelta, l'avevo sempre saputo.
Lasciai un biglietto con scritto che sarei tornato sabato, ma per un errore di battitura tornai subito. Il tempo di disfare le valige e andammo insieme a fare una gita al parco, che, in fin dei conti, non avevamo chissà che cazzo da fare, soprattutto perché i nuovi proiettili per Ash sarebbero arrivati in una settimana. E visto che avevo voglia di lasciarmi prendere, mi feci prendere.

venerdì 15 novembre 2013

Must See #14. Volvo - The Split.


Volvo - The Split from Blink on Vimeo.

Mettete insieme Van Damme e la Volvo. Una colonna sonora di Enya.
Aggiungete un'idea geniale. Ecco uno degli spot più belli di sempre.
Prodotto da Blink, regia di Andreas Nilsson.

giovedì 14 novembre 2013

Della morte, della vita.

Oggi ho imparato che non serve a un cazzo morire prima della morte. Davvero. Val più la pena arrivarci vivi.

mercoledì 13 novembre 2013

Stereotipi questi conosciuti.

Mentre tornavo a casa ho beccato un canguro che chiedeva indicazioni per tornare a casa. Quando gli ho detto che l'Australia non è proprio dietro l'angolo mi ha risposto che gli bastava un bus per raggiungere il trilocale appena preso a Famagosta. E che dietro l'angolo potevo trovare lo stereotipo in cui stavo inciampando.

lunedì 11 novembre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo VII. La città incompiuta.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.
"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo VII. La città incompiuta.

C'era una città da qualche parte dove non ero mai stato. Non era né troppo vicina, né troppo lontana, e da quel che si diceva era un posto per tutti oppure no. Esisteva una sola strada che la raggiungeva, né troppo, né troppo poco trafficata. Quella città era ovunque e da nessuna parte. Era popolosa e disabitata. A misura d'uomo e invivibile. E quando la si abbandonava rilasciava rimpianti e riempiva d'orgoglio.
Questo era quello che mi aveva raccontato Ash, prima di partire per qualche giorno per un pellegrinaggio in se stesso lassù da qualche parte al mare (Ash non era un tipo da gite convenzionali). Credevo mi prendesse per il culo e lo lasciai fare: sorrisi quando mi giurò che era tutto vero, risi quando mi fece l'imitazione di un lemure ubriaco e in quell'attimo di debolezza mi strappò la promessa di provare a raggiungerla. Poi allentò la presa sul collo, mi chiese scusa e offrì da bere all'intero locale.

Piovre.

Stamattina ho lasciato perdere le cose belle per dedicarmi solo all'idea di un pensiero ben fatto. Poi ho beccato, in metro, un amico d'infanzia che non ho riconosciuto. Poi il nostro vagone è stato intrappolato da una piovra gigante. A quel punto ho smesso di credere nelle coincidenze. Senza motivo, ovviamente.
Buongiorno.

giovedì 7 novembre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo VI. .erenec e omuF

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.
"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo VI. .erenec e omuF

Ash doveva essere il protagonista della mia storia. In tutto e per tutto. A scanso di equivoci. Obladì Obladà. Con ancora i segni dei tumulti vissuti nel Bar Bone girovagai senza una meta precisa per un buon paio d'ore, con la sola compagnia della mia determinazione. Ebbi il tempo di incontrare un paio di mitomani che si spacciavano per la soluzione definitiva ai miei problemi, ma con dolore li evitai (quei due) perché non avevo chiaro quali fossero i miei problemi. Forse la mia scarsa attitudine a far quadrare la mia vita, ma in fin dei conti erano cazzi miei e non avevo certo bisogno di due sconosciuti per rimetterla a posto. Cioè in realtà sì, è così che nascono le amicizie dopotutto, perfino gli amori. Senza gli sconosciuti non avremmo nessuno. E non bisogna mai dimenticare che anche noi siamo dei perfetti sconosciuti per il resto del mondo, grande o piccolo che sia. Ma sto tergiversando (ma non chiedo scusa).

martedì 5 novembre 2013

Sono un adulto, io

Buongiorno a chi, come me, si sta avvicinando ai 27 tranne per la propria madre che visto l'abbassamento delle temperature cambia la tipica coperta primaverile in favore di una trapunta con le stampe di Snoopy e Woodstock.

lunedì 4 novembre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo V. Nostalghia.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.
"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo V. Nostalghia.

Ash non era uno a cui piaceva perdere tempo. Poteva perdere il filo del discorso, le parole, una partita, un treno, ma il tempo non andava mai sprecato. Questa sua fissazione era in parte dovuta a un'infanzia mai raccontata e in parte a un futuro che preferiva aspettare giorno per giorno. Non ricordo bene. Una volta, tra un bicchiere e un altro, mi chiese se avessi mai avuto nostalgia per qualcosa che non avevo mai vissuto. Lì per lì la domanda mi sembrò provocatoria, ma Ash non era il tipo che si perdeva in chiacchiere.

domenica 3 novembre 2013

Stereophonics, Dakota (2005, Language. Sex. Violence. Other?) - Traduzione.


Dakota è il primo singolo estratto dal quinto album in studio Language. Sex. Violence. Other? degli Stereophonics. Il pezzo divenne subito una hit e scalò facilmente le classifiche inglesi, europee e americane, confermando la rock band gallese tra le migliori sulla scena mondiale.
Il pezzo in origine era intitolato Vermillion, ma il nome venne cambiato dopo la pubblicazione di un brano omonimo da parte degli Slip Knot. Venne scelto Dakota, che oltre a essere assimilabile a uno dei due stati americani, è il nome del palazzo newyorkese dove prese casa John Lennon fino al giorno della sua uccisione.
La canzone è una ballad spinta che, sull'ideale strada della vita, percorre a colpi di chitarra e riverberi un rapporto che si è concluso. Perlomeno, questo è quello che ho immaginato io: il protagonista prende la sua macchina e ripercorre la strada dei ricordi senza conoscere la meta.
Ah. E' una delle mie canzoni preferite di sempre. Un po' come tutte quelle che traduco e riporto in questo blog.

venerdì 1 novembre 2013

Sottosopra e io pure.

Non so se vi è mai capitato. Dalla finestra vedo tutto capovolto. Il cielo al posto dei palazzi. Le nuvole al posto delle macchine. Forse l'architetto di questa casa era un rincoglionito. O forse è colpa del pipistrello che ho leccato a cena. Non so. Di sicuro la prossima volta chiamerò un professionista e non mi comporterò in modo bizzarro con gli ospiti.

mercoledì 30 ottobre 2013

Pillole di metropolitana #31423

Metropolitana. Davanti a me c'è un operaio con l'unghia del mignolo lunga e curata. Alla sua destra c'è un lucidatissimo yuppie sui 40 che legge Libero. Non sapendo se ridere o piangere ho optato per una combustione spontanea. Ho preso gli applausi dall'intero vagone.
Buondì.

venerdì 25 ottobre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo IV. Everything you wanted.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.

"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo IV. Everything you wanted.

Di Ash si era persa ogni traccia. Non c'era verso di trovarlo. Girai locali, negozi, ghetti, bische, appartamenti, sale giochi, localacci ma nessuno aveva idea di dove fosse finito. "Prima o poi torna. In fin dei conti cosa ti aspetti da uno che prima o poi va" mi dicevano. "Lascialo perdere" mi dicevano altri. "Lascialo vincere" mi disse un buontempone prima che gli rompessi il naso a colpi di barman. Si chiamava Romario, o così lo chiamavano gli amici per la sua passione per i mondiali di calcio del 1994. Ma a me non importava, quando c'era da pestare qualcuno non facevo discriminazioni di alcun genere, a parte donne, bambini, vecchi, barboni, amanti della buona lettura, mitomani, Steve Buscemi e affascinanti signori nessuno.

Videoclip Choise #13: Bastille, Of the night (Bad Blood, 2013)


Questo è uno di quei videoclip che avrei tanto voluto girare. A prescindere dal pezzo (viva la tamarria anni '90 rivisitata) trovo adeguata e spettacolare la scelta di un genere, il noir, che difficilmente ha avuto valide rappresentazioni nell'ambito videoclipparo. Il regista Dave Ma, coadiuvato da uno smagliante D.O.P. Larkin Seiple, ci presenta uno sbirro (detective) che affronta il proprio "ritmo della notte". Sulle scene del crimine il protagonista affronta le vittime che gli cantano il brano dei Bastille, scelta d'impatto ed elegante.
Montaggio bellissimo, forse la componente migliore di un video già di suo tra i migliori usciti nel 2013 e probabilmente negli ultimi anni.

giovedì 24 ottobre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo III. Piazza Mazzini.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.



"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo III. Piazza Mazzini.

Ash diceva sempre che ovunque ci fosse stata una fiamma, c'era sicuramente un desiderio. Non tutti erano però d'accordo. Quelli del Quartiere Basso ci vedevano solo qualcosa per accendersi qualche sigaretta. Quelli del Gotico un'occasione per mangiare finalmente qualcosa di diverso dal sushi. Jimmy Sughero il posto ideale per fare colpo sulle ragazze (non si è mai scoperto come fino al giorno della sua morte - una prece). Ma Ash non se la prendeva per questo: sapeva benissimo che il mondo è bello perché è vario e variabile. E che il mondo non è piccolo ma siamo noi a essere giganteschi. Di conseguenza che non era il sole a tramontare ma noi a sovrastarlo. Sapeva altrettanto bene che l'abito non fa il monaco. L'aveva imparato durante i suoi sette anni in Tibet, quando durante una merenda scambiò un po' di farina con della crusca. Ma questa è un'altra storia (che probabilmente intitolerò "Never go back, never go back again", anzi forse "Elevate").

All'arrembaggio!

Buongiorno a tutti. In particolare a chi non smette di sentirsi pirata nonostante la modernità. Senza di voi il mondo sarebbe un galeone fantasma senza rotta.

mercoledì 23 ottobre 2013

La nuova frontiera dello spam.

Giuro, è una mail che mi è arrivata stamattina. 
Leggetela.

"Dear Sir,
Nice day, Ann Here.
We hear that you are in need of mercury. We are a professional supplier of mercury. We are looking for a oppotunity to cooperate with you.

Best regards,

Ann"

martedì 22 ottobre 2013

Che figata.

Deposito trolley con annessi lupo e slider, porta stativi, incazzato nero per la scarsa tolleranza dei pendolari verso un assistente di produzione. Chiedo a dei ragazzi di dare un occhio alla roba mentre prendo caffè e brioche. Dopo un mezzo confronto con la maleducazione di una cassiera esco. Uno dei ragazzi mi chiede che cos'abbia lì dentro. Rispondo che ho attrezzatura per un set. Ribatte: "Che figata!".
E lì passa tutto e mi spunta un sorriso ebete.
Buongiorno!

lunedì 21 ottobre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo II. Fumo e cenere.

Disclaimer: questo romanzo è scritto di getto e lo scrivo quando ne ho voglia. La storia, proprio per la sua natura casuale, attraversa generi e linguaggi diversi, senza alcuna pretesa di sensatezza. Non vi rimane che leggere e, quando/quanto possibile, divertirvi. Voster Guido Ingenito.



"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo II. Fumo e cenere.

Conobbi Ash in un locale malfamato, di quelli pieni di fumo e cenere e persone amanti della solitudine di gruppo. Dovevo mettermi alle spalle una giornata piuttosto faticosa e non c'era niente di meglio della scoperta di un posto nuovo, non strano, semplicemente nuovo. Cercai su google "localaccio da quattro soldi" e scelsi con cognizione di causa l'ultimo dei risultati trovati. Il nome era tutto un programma: Bar Biere.
Ci impiegai un paio di ore prima di trovarlo, lì, nascosto in un vicolo senza un nome, affacciato su una strada piena di pozzanghere nonostante avesse fatto bel tempo per tutto il giorno. In quegli specchi d'acqua si riflettevano le insegne al neon tipiche dei centri massaggi asiatici e mozziconi delle più svariate marche di sigarette. Avevo capito che il buon Brian era passato da quelle parti. Dovete sapere che Brian (sì, sto per partire per la tangente) è l'unico uomo al mondo che sperimenta le sigarette per conto del governo. O almeno così diceva lui. Visto che non specificava di quale Paese.

domenica 20 ottobre 2013

"Storia di una storia della settimana scorsa che non era ancora finita". Capitolo I. What does the fox say?

Comincio oggi la mia nuova follia. Una serie di racconti, legati uno all'altro, scritti per quanto possibile di getto. Riempio il tutto (amo rubare agli altri) con una valanga di citazioni che vi sfido (a voi due) di cogliere. Se azzeccate e vivete o passate da Milano vi offro una birra. Buon divertimento.



"Storia di una storia della settimana scorsa 
che non era ancora finita". 
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Capitolo I. What does the fox say?

Ash non era il tipo che si arrendeva facilmente. Così raccontavano di lui. C'era chi l'aveva visto insistere con un controllore per una grazia su un biglietto non obliterato. C'era chi l'aveva visto inseguire l'amore della sua vita per almeno vent'anni. Altri lo ricordavano deciso a cambiare le previsioni dell'oroscopo del giorno. Anche se queste erano buone e positive. Quando lesse che grazie a Saturno il suo piano stava finalmente prendendo forma, pur non avendone manco mezzo, ne progettò uno e lo mandò all'aria nel giro di un pomeriggio. Quando si accorse che quel piano era riuscito si creò uno strano paradosso. A quel punto, per vendetta, tolse Saturno dai libri di astronomia che aveva in casa (uno ma voluminoso) lasciando solo gli anelli. Fu una giornata trionfale e si premiò andando a dormire presto, come aveva fatto negli ultimi anni.
Insomma: Ash era un tipo tenace e caparbio.

venerdì 18 ottobre 2013

Ne era valsa la pena.

Una volta dimenticai cosa fosse il giallo.
La mia vita cominciò a stare male.
Lo cercai a lungo. Venni rinchiuso, mi presero per pazzo.
"Non potete ingabbiarmi, non sono un uccellino"
Trascorsi lì dentro alcuni dei miei anni migliori,
quelli che non si perdono nell'attesa che arrivi
qualcosa di più grande di noi. Non la morte,
sia chiaro: la sua comprensione.
"Ok, ma fatemi sentire libero in qualche maniera"
e mi diedero una lavagna con un paio di gessetti.
Mi portarono il cancellino dopo la quarta
lavanda gastrica.
Non ero pazzo. Avevo solo dimenticato una cosa
che gli altri conoscevano benissimo.
"Ma come? Tu hai dimenticato cos'hai mangiato
l'altro ieri e non ti sbattono qui nella mia gabbia?".
Nessuno di loro mi rispondeva, preso com'era
dalla sua bastarda presunzione di sentirsi migliore di me.
Quando mi rilasciarono là fuori trovai un mondo
uguale a prima, solo più...invecchiato.
No. Consumato.
Meglio. Ingiallito.
E la mia vita stava finalmente bene.

Must See #13. NBA 2014: Big is on!


Uno dei promo più fighi di sempre. La NBA sta tornando e lo fa con un video esemplare.

martedì 15 ottobre 2013

Autopsia di un Nazista (stralcio da sceneggiatura di Guido Ingenito, SIAE 15.10.13)

INT. GIORNO - STANZA DEI BOTTONI, DA QUALCHE PARTE NEI PRESSI DI ROMA


GENERALE
Brigadiere, ha buone notizie?

BRIGADIERE
Ottime, Signore. E' nato il bimbo
di Mario, il portinaio.

GENERALE
Brigadiere! Parlavo del nazista!
Ho il Ministero sul collo, la
sbatto a fare la scorta a Saviano!

BRIGADIERE
Chiedo scusa Signore.

GENERALE
Allora, avete trovato qualcosa 
di interessante?

BRIGADIERE
Ecco. Mi hanno detto di mostrarle
questa.

Il Brigadiere porge una foto al Generale. 

GENERALE
Se è uno scherzo...

BRIGADIERE
No Signore. Quella è proprio una 
mano che mostra un dito medio.

GENERALE
Al posto del cuore?

BRIGADIERE
Anch'io mostrai lo stesso stupore,
Signore.

GENERALE
Ma è smalto quello?

BRIGADIERE
No Signore: merda.

GENERALE
Brigadiere!

BRIGADIERE
Mi perdoni Signore. Mi faccio rapporto
da solo. 

GENERALE
Siete risaliti alla fonte?

BRIGADIERE
Arriva direttamente dal cranio,
Signore.

GENERALE
Si spieghi meglio.

BRIGADIERE
L'uomo, al posto del midollo spinale
vantava un singolare e piuttosto
lungo sfintere.

Il Generale prende tempo.

GENERALE
Insabbiare.

BRIGADIERE
Concordo pienamente, Signore.

GENERALE
Diremo ai signori interessati
che per vivere 100 anni è 
sufficiente mangiare sano e
vivere in forma.

BRIGADIERE
Certamente, Signore.

Il Brigadiere sta per uscire.

BRIGADIERE
Si chiama Ernesto.

GENERALE
Di chi sta parlando?

BRIGADIERE
Del figlio di Mario, il portinaio.

GENERALE
Come mio zio. Gli porti una bottiglia 
di vino e un pigiama per il pargolo.
Con i miei migliori auguri. 





  

Quei due e Sally.

- Cosa le hai regalato?
- La Luna.
- Dove l'hai trovata?
- Dai cinesi all'angolo.
- Non sapevo ce l'avessero.
- Ovvio, non sei un tipo romantico.
- Almeno io ho una ragazza vera.
- Amo Sally come una donna normale.
- È un diapason, cazzo.
- E tu sei un elastico, ma non te lo rinfaccio ogni giorno.
- Non te ne sarò mai grato abbastanza.
- Sei come un fratello per me.
- Ma chi è quello?
Li presi a fucilate e mi sposai con Sally.

lunedì 14 ottobre 2013

Quasi il miglior lunedì mattina della mia vita

"Grazie Dio per aver incrociato la mia vita con quella di un ferramenta che ha dimenticato le chiavi e perso i relativi doppioni del negozio."
(Monologo di Sacripante Bellavista, protagonista de "Il miglior lunedì mattina della mia vita - quasi quanto quella volta che incontrai Luke Perry dal barbiere", scritto, diretto e interpretato da Guido "Or Son Quell" Ingenito).
Buongiorno.

sabato 12 ottobre 2013

Lo dovete anche a lui.

Alcuni strani ricordi riaffiorano stasera prima di dormire. I tuoi cazzo di giochi di parole. "Il Re Corleone" "Barcavele e i 7 mari". Alcuni me li inculcavi quando mi aiutavi in storia da ragazzino: ad esempio in centrosudamerica vivevano i Mayali, i Caztechi e gli Inchias. Fu un'interrogazione memorabile. E uno dei primi libri che ti rubavo e divoravo (non capendo il 60% dei virtuosismi ma amen), tra un Alan Ford e un altro, era "È già mercoledì e io no" di Bergonzoni. Quindi: se tra le altre cose sono così giocherellone e idiota con le parole...lo dovete anche a lui.
Ciao Pà!
'Notte.
(e come dicevi tu, citando credo senza motivo Enrico VIII, "Anche questa è fatta")

venerdì 11 ottobre 2013

Pink Floyd, Comfortably Numb (1979, The Wall) - Traduzione.

Non c'è molto da raccontare su questo capolavoro.
Gilmour la compose per il suo primo album solista. Gilmour cambiò idea.
Gilmour la voleva grunge. Waters dissentì. La registrarono come la conosciamo.
Gilmour è "Pink", il protagonista del sublime The Wall. Waters è il dottore.
Siamo al lato A del secondo disco: Pink è andato in overdose prima del concerto. I produttori, aiutati dai medici, rianimano la rockstar per sbatterla sul palco (seguirà poi The Show Must Go On).
Pink è però ormai "piacevolmente insensibile" (maestosa descrizione).
Il testo è da strapparsi la camicia: è una sceneggiatura per un corto.
La musica, poi, lasciamo perdere. Bisogna solo ascoltarla per capire la fattura di un prodigio simile, orchestrale, rock, psichedelico. Siamo nella stanza con Pink e il Dottore. Intorno abbiamo i 4 muri, leit motiv dell'album. Gli assoli: non mi ci avvicino nemmeno. La chitarra è la terza protagonista della scena. Un po' anima di Pink, un po' coscienza del Dottore (che riflette un po' il resto del mondo). Si erge. Arriva in cima. E non scende più.

giovedì 10 ottobre 2013

After a day at the hospital.

Da una recente indagine è risultato che una persona su 10 soffre di stress, perdita della pazienza e odio per il mondo. Gli altri 9 ne sono la causa.

mercoledì 9 ottobre 2013

L'incidentale accoppiamento tra pantere

Sei in centrale ad aspettare il cazzo di tram che ti porterà a sbrigare l'ultimo sbattimento di giornata. Poco prima che suddetto cazzo di tram parta arriva una pantera della madama che inchioda. Scendono gli agenti. Abbrancano un tizio che stava fuggendo a piedi. Arriva una seconda volante. Tampona in pieno quella ferma. Il tram parte. Ti senti rapito. Derubato. Ma ridi. Se sei sul 9 con me vieni a battermi il cinque. Ti offro da bere. Saremo fratelli per una notte.

lunedì 7 ottobre 2013

Quel figlio di puttana del blocco dello scrittore.


Ricordo un paesino fatto di vecchiette e sensi unici.
Lì mi ero rifugiato per scrivere il mio capolavoro.
Una storia su me stesso che non riesco a scrivere una storia su me stesso.
Tra un'idea del cazzo e l'altra arieggiavo la casa liberandola dalla nebbia firmata marlboro.
Poi cominciai a provare varie tecniche. Divenni uno stratega senza aver fatto alcuna scuola.
Provai a scrivere senza filtri. Poi solo cose sensate. Poi cose sparse allo scopo di legarle.
Un disastro. Un asino. Il peggior allievo dal peggior professore nella peggior scuola.
Dietro ogni parola ce n'erano altre mille che non ne volevano sapere di uscire come volevo io.
E come potevano vista la miriade di pipponi che mi infliggevo solo pensando a come formularle?
Le mie parole erano dei paracadutisti in ostaggio sul mio stesso aereo concettuale.
E si scatenò la guerra.
Dapprima la parola. Poi la frase. Poi il periodo. La mia lingua divenne mia nemica.
E con lei si allearono la logica, l'istinto, l'abbandono precoce della facoltà di lettere.
Un bombardamento a tappeto.
Presi a ubriacarmi. Anestetizzato e rincoglionito le ferite e i lividi facevano meno male.
Certo. Fino a quando il mio fegato cominciò a lamentare accidia e vomito.
Dovevo smetterla. Dovevo liberarmi di tutto quell'alcool. Svuotai quindi tutte le bottiglie che avevo in casa.
Quando rinvenni, credo un paio di giorni dopo, la casa era come il mio cranio:
un cesso con lo sciacquone rotto.
Ero pronto a darmi da fare. Rimboccai le maniche. Accesi la radio. Dormii benissimo.
Al risveglio avevo il ricordo di qualche sogno del cazzo.
Avevo finalmente qualcosa da raccontare. Qualcosa da scrivere.
Genere fantascienza. Quattro protagonisti. Un complotto galattico. Richiami alla cabala.
Contaminazione noir. Cinismo. Dialoghi pirotecnici. Uno dei protagonisti aveva una cicatrice sotto il collo.
Mi misi al computer. Cominciai a scrivere come un indemoniato.
L'aereo era finalmente libero. Le mie parole finalmente si lanciarono.
Senza paracadute.
Di nuovo il nulla assoluto. Di nuovo tutto quanto da capo.
Feci un giro in paese e svuotai l'enoteca. Presi tutte e tre le bottiglie di vino rimaste.
Le rovesciai sul pavimento e sulle tende. Diedi fuoco alla casa. Maledetta troia.
Con lei bruciarono dodici anni di tempo perduto.
Ero rimasto senza nulla da raccontare.
Ricordo solo un paesino fatto di vecchiette e sensi unici.

Videoclip Choise #12: Capital Cities, Kangaroo Court (In a Tidal Wave of Mystery, 2013)


C'è poco da fare: quando ci sono i soldi si possono fare lavori magnifici. Dopo il bel lavoro di "Safe and sound" i Capital Cities sfornano questa gemma zoologica in collaborazione con il giovane regista messicano Carlos Lopez Estrada, coadiuvato dal D.O.P. Morgan Susser (già famoso per "How to save a life" dei The Fray). Girato in Red (anamorfico) il video racconta di una zebra a cui è proibito entrare in un famoso locale (il Kangaroo Court). Questa cerca quindi di aggirare l'ostacolo truccandosi da mustang (cavallo nero) dando il via a un dramma dalle tinte circensi, dove animali antropomorfi riempiono senza alcuna sbavatura questo bellissimo videoclip. Funziona tutto: regia, fotografia, montaggio, costumi, trucco, scenografia.

Cuccatevi anche il making of.

Buongiorno un cazzo #45357 - Versi

Buongiorno a tutti. Compreso Timbaland che con i suoi "Ah" "Eh" e altri versi mi ha fatto capire quanto sia figo fare il cantante nei pezzi degli altri.

sabato 5 ottobre 2013

Thunder Road.

Rosalita, vieni fuori stanotte!
Perché la notte è come un incidente sulla 57° Strada,
più difficile di tutto quanto il resto, di un giorno malinconico.
sto aspettando una giornata di sole su questa terra difficile
ma non mi arrendo.
Sono un cuore affamato di una terra promessa,
e noi siamo nati per correre, là fuori in strada,
passeremo per il Nebraska, per Atlantic City, per le strade di Philadelphia,
incontreremo fratelli di sangue su qualche fiume,
ascolteremo radio di nessun luogo,
ci prenderemo cura di ciò che è nostro,
balleremo nell'oscurità dei bassifondi! Dei bassifondi!
Sono in fiamme, così come le strade
e l'oscurità alla periferia di questa città.




venerdì 4 ottobre 2013

Degli uomini e dei Piccioni.

Mentre ero sotto la doccia pensavo a quanto gli uomini assomiglino ai piccioni. Non caghiamo sugli altri, ok, ma ci impettiamo quando scorgiamo una femmina o vogliamo fare i fighi, amiamo visitare i centri storici e ricaviamo il tempo per scoprire la periferia. A volte muoviamo la testa continuamente (a chi non succedesse suggerirei un giro dall'ornitologo). Quando abbiamo paura non voliamo via ma acceleriamo il passo.
Vi auguro una giornata felicissima nonostante non abbiate visto Gravity.

giovedì 3 ottobre 2013

Abnegazione.

Buongiorno a tutti, compresi quelli che hanno venduto il comodino preferito a uno spregiudicato e folle collezionista di arredi inutili. A loro va la mia totale solidarietà. E anche se non serve un po' abnegazione.

mercoledì 2 ottobre 2013

Raggiungila.

La bellezza è là. E nessuno ti rompe il cazzo se durante il viaggio appoggi i piedi sulla poltrona di fronte.

martedì 1 ottobre 2013

Quella 62 per Yuma

Cerco disperatamente l'autista della linea 62 che ha avuto la sublime idea di non passare alle 00.09 in piazza durante (l'ultima corsa, tanto per capirci). Devo offrirgli una cena, grazie a lui mi sono goduto una Milano notturna inedita e mi sono tenuto in forma con scatti da centometrista per beccare gli ultimi autobus che mi portassero a casa con appena un'ora di ritardo. Poi dopo la cena lo squarterò. Poi lo ucciderò. E spargerò il suo cadavere sulle ceneri dell'ATM.

giovedì 26 settembre 2013

Notizia Ansia #134 - Pio pio un cazzo.

Attenzione. Fonti attendibili riportano che i fondamentalisti hanno approntato nuove armi a scopo terroristico. Inseriscono ordigni nei volatili. State lontani da piccioni e passerotti a cui fuma il culo.

mercoledì 25 settembre 2013

Scomparve l'amore mio.

Metropolitana, linea verde, fermata Piola. Lei, molto graziosa, si stura il naso quasi volesse entrarci per intero (creando un curioso moto perpetuo). Si accorge che l'ho notata. Smette e diventa rossa. Per non farla sentire a disagio mi sturo il naso anch'io. Entriamo in empatia e sorridiamo. Una vecchia mi sgama e mi urla che sono disgustoso, l'intero vagone è d'accordo. Lei si spaventa e sparisce nel suo naso.
Lo sto ancora cercando. Non mi fermo.

martedì 24 settembre 2013

Offro cena romantica. Giuro.

Buongiorno a tutte! La donna della mia vita ha paccato la cena di stasera per andare molto lontano da qui, a fare compagnia a un sacco di cose in cui credevo. Sto andando a svaligiare il reparto alcoolici del super (per stasera) e prenderò anche un po' di rammarico da consumare entro pranzo. Offro quindi cena romantica (nè troppo, né troppo poco: ho 15 anni di esperienza porco cazzo) dove tutto o niente può succedere. Se scatta l'amore cucino al volo un dolce e lo servo con il sorbetto della casa del vicino e una buona dose di gratitudine (poi giuro ci divertiamo). Contattatemi commentando! P.S.: l'offerta è valida anche per due (donna + donna).

lunedì 23 settembre 2013

Gravity: sopravvissuto. Per poco. (SPOILER inside)

Primo presupposto: Gravity non è un film di fantascienza. Forse è un film d'avventura, a volte sfiora il disaster movie. E non mi basta relegarlo nel troppo generico space movie. Gravity è un film drammatico. Pace. Con un particolare ammiccamento al romanzo di formazione.
Secondo presupposto: Gravity è un'esperienza. Il ché pone le basi per il...
Terzo presupposto: non azzardatevi ad aspettare la sua uscita in dvd/bluray. Gravity va visto al cinema. Pochi cazzi. Trovate la sala più grande esistente, una di quelli che può vantare uno schermo grande quanto l'Umbria. 3D tutta la vita. Sceglietevi Il Posto Centrale. Guardatelo. Non potrete darmi torto.
Quarto presupposto: se riuscite guardatelo almeno 2 volte.

sabato 21 settembre 2013

Videoclip Choise #11 + Traduzione: Paolo Nutini, Coming Up Easy (Sunny Side Up, 2011)

E' il secondo singolo estratto dal secondo album Sunny Side Up. Anche qui c'è un ballo un rapporto finito non proprio bene: il cantante si interroga se dopo la fine possa comunque rimanere qualcosa (lui è ancora innamorato), mentre lei appare un più lontana, quasi più cosciente della realtà dei fatti.
Il tutto viene cantato con tinte soul e folk, rendendo questo racconto più sereno dell'argomento che va trattando. E' una presa di posizione più matura, meno abbandonata alla tipica disperazione che serpeggia nel pop in genere, oppure alla distruzione/autodistruzione tipica del commercial rock.

Il video (geniale, spassoso) è girato dalla coppia Dan & Julian, fotografia di Magni Agustsson. Il cantante racconta la sua disavventura amorosa al suo migliore amico: un eccentrico Coniglione gigante antropomorfo col vizio dell'alcool e delle belle conigliette.

giovedì 19 settembre 2013

Viva il Secondo Emendamento!

Stati Uniti. Venne il giorno della resa dei conti. Da una parte gli oppositori all'uso delle armi, dall'altra i favorevoli. Due eserciti composti da 150 milioni di militanti ciascuno. 
Si scatenò la guerra.
Durò un pomeriggio.
150 milioni di morti.


Considerazione #1123

Tutto ciò che non è spiegabile con la scienza è spiegabile facendosi i cazzi propri.

mercoledì 18 settembre 2013

Rodolfo De Angelis, Ma cos'è questa crisi? (78 giri, 1933) - TESTO

Sentii questa canzone per la prima volta durante una scena di "Faccia di Picasso" (Ceccherini, 2000). Già allora mi era apparsa geniale e scoprii che era frutto del talento di Rodolfo De Angelis, artista vicino al futurismo di inizio secolo (!). Vi propongo il testo e vi invito ad ascoltarla (la perla è la trombetta "suonata" a bocca, in fin dei conti si parla di crisi...)

lunedì 16 settembre 2013

Considerazione #8845

Per essere di picche bisogna essere in due.

domenica 15 settembre 2013

Videoclip Choise #10 + Testo: Elisa, L'Anima Vola (L'anima vola, 2013)


Ho deciso di cominciare direttamente con il video. 
A prescindere dall'amore che provo per Elisa, la sua voce, la sua presenza, i suoi testi e all'incirca altre 2300 cosette da niente, reputo questo videoclip il miglior lavoro italiano (nell'ambito major) di quest'anno
Elegante, dolce, evocativo, azzeccato come pochi. Il brano è di per sé incalzante, già l'introduzione prefigura un boato ritmico e vocale che coincide con il bellissimo primo effetto visivo (a 1'15'', in piano sequenza) che coincide con l'irruzione delle percussioni: Elisa comincia a muoversi e grazie al digitale i suoi gesti vengono tracciati ad ogni passaggio, le braccia verso l'alto diventano quindi un paio di ali divine. E via così, senza virtuosismi inutili, viene lasciato spazio alle parole della cantante attraverso un montaggio attento e preciso (tra i migliori che abbia visto in un videoclip musicale) che esalta una fotografia - molto riuscita - volta a valorizzare il corpo di Elisa e i suoi movimenti. Stupendo il playback in PP di profilo, una scelta registica che dà maggiore impatto al concept messo in scena. Complimenti veri a Latino Pellegrini e Mauro Simionato, autori di questa piccola meraviglia.
Di seguito il testo della canzone.

sabato 14 settembre 2013

L'assassino nel parco.

"Non ti aiuterò a cercare lavoro. Se però vuoi innamorarti, sono perfetto." (da "A nord di qui", Matteo Pioppietti, 2011, Ed. Lo Bracco, pag. 94)
Era tornato a casa, dopo una serata a ballare di quelle che ma chi diavolo me l'ha fatto fare di smettere. La notte prometteva poche cose buone ma a lui importava solo di se stesso. Fanculo quello che ho intorno, tanto è lì e non può fare niente. Era tardi, circa le quattro mezza, chiunque sarebbe andato a dormire, ma non lui. Aveva deciso che sarebbe andato a correre. Il cielo stava promettendo pioggia, il clima ideale, pensava. Niente di meglio che sfogarsi con una cazzo di corsa quando in giro non c'è nessuno che può accorgersi che effettivamente quella panza va buttata giù. Già si immaginava capelli al vento bagnati, di quelli che le donne non possono resistere. Con nessuna intorno che potesse smentirlo.
C'è da smaltire una serata andata buca. L'ennesima. Fosse stato un golfista avrebbe avuto una vita diversa. Una vita che però non ci interessa raccontare. Questo tizio infilò le scarpe. Indossò un impermeabile azzurro (è l'unico). Stava per uscire. Quando sarebbe tornato a casa avrebbe scritto un racconto su uno che dopo una burrascosa serata in discoteca se ne andava a correre per smaltire delusioni e buoni propositi di plastica. Ne era certo. Magari il suo protagonista poteva, tornato a casa, scrivere una storia. Ci ripensò, probabilmente sarebbe stata solo un'esagerazione, un esercizio di stile che tutti avrebbero odiato. Lui in primis, arrogante figlio di puttana senza alcun talento se non quello della flagellazione.
Aveva deciso di fare il giro lungo. Non per chissà quale motivo sia chiaro. A volte è giusto cambiare. Poi c'erano quelle due fighe a passeggio che avrebbero potuto fare commenti, probabilmente ridicolizzanti, quindi perché non cogliere la palla al balzo per bruciare più calorie?
Arrivò al solito parco che non c'era nessuno. A parte un paio di spazzini con lo strano vizio di lavorare proprio nel momento della sua corsa per sfogarsi.
Inspirò, inalò tutto, l'erba, le foglie, gli alberi, le panchine, i mozziconi, il sudore, i cestini, i giochi, la merda dei cani, qualche profilattico e bum! La femme fatale. Nella sua testa, la stessa che già gli aveva visita durante la serata a ballare di quelle ma chi diavolo me l'ha fatto fare di smettere. L'ennesima su cui scrivere una storia? No. Lei era un po' diversa dalle altre. Ma nessuno dei suoi amici gli avrebbe mai creduto, abituati com'erano ai suoi continui colpi di fulmine non corrisposti. In realtà lui aveva smesso, si era pure chiuso in un pugno difficilmente violabile, ma aveva rinunciato a far cambiare idea al mondo. Amen. Quella ragazza era già capitata nella sua vita in un momento sbagliato di qualche tempo prima. Già lì qualcosa in lui non aveva funzionato. E lui, maledetto lupo che non solo non perde il vizio ma nemmeno il cazzo di pelo, nonostante l'esperienza e un look meno figa repellente, l'aria meno giocherellona, aveva riproposto la stessa versione di sé. Un iniziale e coinvolgente sbottonamento e un successivo e inevitabile sciopero della dignità, con le palle diventate un lontano ricordo risalente all'adolescenza e un amor proprio ridotto a una poltiglia di mosse goffe ed eccessi interessanti quanto il Lussemburgo.
Espirò e buttò fuori tutto, perfino qualche residuo di rancore che si trascinava da qualche giorno per via di una bistecca fatta un po' troppo al sangue.
Cominciò a piovere. Poteva sentire le gocce confondersi con il suo sudore.
Corse per circa venti minuti. Sul sentiero d'uscita, dopo una bella bevuta alla fontanella, incrociò un tizio vestito a puntino per fare la corsa notturna del secolo. Uno di quelli che andavano a correre per stare in forma perché si è rotto il tapis roulant in casa.
Era solo un'impressione. Ma gli bastò per attaccare rissa e massacrarlo di botte fino a ucciderlo.
Soddisfatto, e molto stanco, il tizio tornò a casa. Si diede una veloce sciacquata. Si mise a scrivere la storia di uno che dopo una serata di quelle che ma chi diavolo me l'ha fatto fare di smettere andava a farsi una corsa. Lo avrebbe intitolato "L'assassino nel parco", rivelando solo alla fine che quell'assassino era proprio il protagonista di quella storia.

venerdì 13 settembre 2013

5.1 minuti di silenzio.

E' morto Ray Dolby. Verrà seppellito in due casse sorround.

Mood Indigo è troppo Gondry.

Il difetto principale di Mood Indigo è che nel film c'è troppo Gondry. E' comprensibile: l'opera di Boris Vian, su ammissione del regista francese, è quella che ha maggiormente condizionato la sua fantasia fin dalla prima lettura durante l'adolescenza. Bisogna però cercare di andare oltre. Il film è certamente personale (direi pure radicale) ma la storia raccontata viene soffocata da trovate stilistiche e visive (comunque alcune - poche - bellissime e c'è poco da fare: Gondry crea dei mondi spettacolari) che esasperano i colpi di genio già surreali dello scrittore. La regia è attenta ma non basta. Ed è un peccato: se Gondry avesse dato più peso ai personaggi e ai dialoghi a meno allo stop motion forse ne sarebbe venuto fuori qualcosa di più lineare, più in sintonia con la tetra e meglio riuscita seconda parte. Che però a causa delle vistose defezioni della prima (il primo quarto d'ora è un videoclip musicale alla Gondry però filmico senza playback) ne risente risultando troppo buia e angosciante (non che non mi piaccia, ma mi piace di più quando esprime qualcosa in più della mera disgrazia intrinseca alla vita umana). Si esce dal film con le ossa un po' rotte senza aver capito bene il messaggio dell'autore (comunque chiaro per chi conosce a memoria il romanzo da cui è tratto, in questo tanto di cappello a Gondry che non ha combinato pasticci rimescolandoselo a proprio piacimento).

(Vi scongiuro distributori: piantatela di storpiare i titoli dei film di Gondry cazzo!)

giovedì 12 settembre 2013

Videoclip Choise #9 + Traduzione: The Dodos, Companions (No Color, 2011)

"Companions" è il secondo singolo estratto dall'album "No Color", quarto in studio dei The Dodos.
Il pezzo tratta probabilmente di una relazione nata in gioventù come amicizia ma che col protrarsi degli anni tende a diventare qualcosa di più forte. L'evoluzione comporta dubbi e paure: val la pena innamorarsi di un amico/a? E se poi tutto andasse a puttane?

Il videoclip è diretto da Colin Kennedy, la fotografia è di Marc Ritzema. Il concept non rispecchia appieno il significato della canzone, prendendone solo il lato più oscuro, quello della paura verso il proprio "compagno" (in inglese, appunto, "companion"). Qui un tranquillo viaggio nel buio di una strada statunitense diventa un drammatico rapimento (bellissima a livello registico la resa della scena) ai danni del protagonista che si ritrova a che fare con un "compagno" (attore stupendo!) piuttosto particolare, inaspettato e inquietante.

Buon ascolto e buona visione!
Dopo il video trovate la mia personale traduzione del pezzo.


The Dodos "Companions" from Marc Ritzema on Vimeo.


Compagni

Attesa insipida, quindi recitiamo.
Compagni.
Nessun gioco di storie, potresti andare?
Compagni.

Io ti trattengo, tu resisti.

Se potessi aspettare, potresti essere mia?
Compagni.
Siamo sempre gli stessi? Potremmo comportarci...?
...come compagni?

Tu mi trattieni, io resisto.

mercoledì 11 settembre 2013

Stralcio #663 da "I suoi problemi non sono un mio problema porco cazzo. Manuale di sopravvivenza per chi vive in uno Stato mezzo democratico e mezzo nel culo."

- Se decade lui cade il Governo.
- Ma lui chi?
- Lui! Il Sovrano! L'Eroe! Il Mito! L'Ammazza Sette! Il Super Dotato! L'Alfa e l'Omega! Mr Gang Bang! Il Super Diretto Senza Scali! Lui! Il nostro unico Dio!
- Continuo a non capire. Torna a giocare con gli altri sennò stasera niente torta della nonna e tanti calci sui denti.

(tratto da "I suoi problemi non sono un mio problema porco cazzo. Manuale di sopravvivenza per chi vive in uno Stato mezzo democratico e mezzo nel culo.", in nessuna libreria, mai in uscita)

martedì 10 settembre 2013

Peggio?

Esiste qualcosa peggiore di Berlusconi?
Certo.
Chi lo vota.


martedì 3 settembre 2013

Quando tutto era nuovo e migliore di qualsiasi altra cosa.

Era un po' che non accadeva,
stanotte è riapparsa, bella come l'ho sempre avuta in testa,
quando tutto era nuovo e migliore di qualsiasi altra cosa.
Insomma, ricominciamo a fare le nostre cose
- è un ritorno in piena regola, fatto di nuovi sguardi e vecchie abitudine (quelle belle, mica le cazzate) -
rimetto piede in casa sua, rimango un'ora sull'uscio della camera da letto,
quasi piango ma so che mi guarda, quindi la guardo piangere felice come una bambina,
riempiamo quella stanza nuovamente e finalmente di noi,
ho dimenticato tutto infatti non fumo, le guardo la schiena e vedo che sta bene,
facciamo un giro con una strana moto, arriviamo da qualche parte
dove, boh! tanto chi se ne frega, io sono felice, Felice,
quando ecco la mitragliata al cervello:
all'improvviso lei è incinta.
Rimango secco, non so bene cosa fare, intuisco che non è mio
ma di un figlio di puttana in particolare,
allora le dico di rimanere li dov'è mentre io vado a fare una cosa,
forse suicidarmi,
sbaglio a non farlo,
e quando torno lei non c'è più
e ciò che mi rimane è un risveglio nello stesso punto,
nelle stesse condizioni di dov'ero prima di stanotte.
Per un attimo penso che sono di nuovo punto a capo.
Poi mando tutto a fanculo, paranoie comprese,
e riprendo la mia vita da dove la stavo già continuando.

sabato 31 agosto 2013

Gabriele Tassoni. La parola agli esperti. Di sto cazzo.

Non posso non riportare alcuni pareri che ho trovato su Repubblica.it in merito a un video.
Siamo un paese di frustrati.

F.B.: (...) non ci sono parate favolose, ma solo un montaggio ottimo che mette in mostra i gesti atletici di salti, ma il portiere di calcio a 5 non salta, sta piazzato. (...) 

D.85: (...) Faccio il portiere da quando avevo 8 anni ora ne ho 28...il ragazzino è coraggioso ma a quell'età volavo anche io sul cemento dei parcheggi (a quell'età non senti niente), abbastanza rapido grazie al suo fisico asciutto ma tecnicamente nella norma..a calcetto non bisogna essere geni...

Ma i migliori in assoluto sono questi due (l'ultimo è un fenomeno):

M.L.: ma qualche tiro leggermente angolato no? pareva un normalissimo portiere che quando gli arriva la palla addosso la respinge... dal titolo pareva un fenomeno...

P.M.: Non c'è un intervento, che sia degno di nota. A me sembra il classico esempio di ircerca di spettacolarità che, alla lunga e quando crescerà, non servirà a nulla. Non blocca quasi mai la palla. E' anche vero che non si tratta di calcio a 11 e nelle altre forme il ruolo è molto meno importante. Insomma, nulla di che. Mi auguro, da allenatore, che chi si occuperà ella sua crescita sportiva e non gli insegni che non è necessario suscitare meraviglia per fare il portiere, ma rendere sicuri i propri compagni senza, necessariamente­, essere prime donne.

Per capirci: i commenti sono in calce (giuro! clicca qui!) alle prestazioni di questo giovane portiere di neanche 10 anni. Un video, tra l'altro, palesemente girato e montato da un padre giustamente orgoglioso ed esaltato per il proprio figlio (mio parere personale: sto ragazzino è veramente bravo).

martedì 27 agosto 2013

Lascia o raddoppia?

Siria. Stati Uniti pronti ad attacco. Ok di Cameron. Hollande: "Massacro civili non resterà impunito". Giusto.
Raddoppiamolo.

giovedì 22 agosto 2013

Videoclip Choise #8 - PAPA, Young Rut (directed by Nataris, 2013)


Ho apprezzato molto questo videoclip (che per certi versi mi ha ricordato "Coffee and Tv" dei Blur) composto da un playback molto semplice (unica location, discreta scenografia che però non intacca la fotografia comunque buona, nessun virtuosismo registico - anche perché non necessario) e una trama romantica, divertente con un bel simbolico finale. La storia è infatti di una camicia e di un paio di jeans che dopo essersi "incontrati" in una lavanderia, fuggono insieme. Dopo una piccola serie di avventure (alcune trovate sono davvero simpatiche) interverrà però il "fattore umano" che comporterà ovvie tragiche conseguenze. Il finale è però lieto, con un bel guizzo di sceneggiatura.
Molto ben riusciti i vfx.


mercoledì 21 agosto 2013

La mattina dopo colazione.

Mamma Papera li incitava a muoversi: "Su cuccioli, veloci con quegli zaini che tra un quarto d'oca passa l'anatram".

martedì 20 agosto 2013

Earth Overshoot Day.

(...) oggi il mondo ha consumato tutte le risorse del 2013. Entro fine anno ne verranno usate più di quante possiamo permetterci, equivalenti a quelle di 1,5 pianeti terra. L'Italia consuma risorse ecologiche pari a 4 volte le capacità del suo territorio. E la Cina è la peggiore: da sola emette il 30% dei gas serra globali ed è responsabile della crescita del 75% delle emissioni di anidride carbonica.
(www.ilfattoquotidiano.it)

"Desidero condividere con te [Morpheus] una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga (...) ".

domenica 18 agosto 2013

Videoclip Choise #7 + Traduzione: Depeche Mode, Wrong (Sounds of the universe, 2009)




Wrong è il primo singolo estratto dall'album Sounds of the universe, 12° in studio dei Depeche Mode (2009). Dalle forti trame dark-wave, il brano è caratterizzato da un tessuto a forti tinte synth con richiami al gothyc, compiendo così un'ideale allaccio ai primi lavori della band di Basildon. Scritta interamente da Martin Lee Gore e cantata da Dave Gahan, la canzone è un inno a tutto ciò che può essere sbagliato (da qui il titolo) nella vita dell'uomo in questa modernità, dal suo ruolo, ai suoi preconcetti, sentimento che lo spinge (e questa non è una novità in termini sociologici) a sentirsi smarrito in città che egli stesso ha costruito. L'ossessività della parola, della musica, ne sottolineano l'insensatezza dell'esistenza qui ed ora.

sabato 17 agosto 2013

Un Sabato strafatto che fissa l'estintore.

Lo becco lì, tutto solo, occhi spenti e vestiti di una settimana fa. E' il Sabato, strafatto di non so che, con occhiaia di chi non dorme da un paio di se stessi. Gli dico "Ciao", mi risponde "Alla grande!". Fissa un estintore.
Mi siedo a fianco e ordino un giro di vodka. Glielo chiedo "Ma si può sapere che cazzo hai combinato?"
"Addio al celibato di un Lunedì di Luglio. Non puoi capire che macello è stato"
"Vedo. Sembri uscito da un rave ucraino. Ascolta: mi sono svegliato con l'idea di vivere una gran bella giornata...e oggi toccherebbe a te"
"Non ce la faccio hombre. Mi viene da vomitare"
"Anche a me. Ma quindi cosa faccio?"
"Tieni, questo è il numero di un mio collega, credo tu l'abbia incontrato un mesetto fa. Digli che il numero te l'ho dato io. Se ti prende in simpatia ritarda il tramonto di un quarto d'ora"
"Fanculo me ne vado a dormire"
Bevo anche la sua vodka e torno a casa.

venerdì 16 agosto 2013

Il giorno dopo ferragosto

Un giorno dopo ferragosto mi giro e vedo la stessa estate che c'era prima di ferragosto. Solo un po' meno ubriacona.
Io me ne sbatto il cazzo e vado a bere un paio di birroni. A più tardi! (rivolto ai miei amici immaginari, dal primo al penultimo - l'ultimo è andato in vacanza in un posto magnifico: da qualche parte)

Riflessione dedicata Charles Bukowski. Auguri.