giovedì 6 giugno 2013

Devi sognare

DISCLAIMER: Quella che segue è una riflessione post-adolescenziale sulla mancanza di romanticismo in cui ci imbattiamo ogni giorno. La sintassi è essenziale, commisurata al contenuto. Non c'è nessun picco, nessuna retorica, nessuna verità assoluta. Solo considerazioni su qualcosa in cui tutti siamo stati coinvolti. Quindi, se continuate a leggere, lo fare a vostro rischio e pericolo. Quindi non rompetemi i coglioni. 

Pensate al primo amore. Tempo delle superiori. Circa 17-18 anni. Abbastanza maturi per infilarsi in qualche casino considerando qualche conseguenza.
Quell'amore è stato per tutti travolgente. Una fatica pazza prima di baciarsi.
E quel primo bacio è un trionfo che non si scorda. Puoi vincere un mondiale di calcio, puoi uscire con la lode, ma ciò che ricordi perfettamente da poterlo raccontare senza omettere dettagli è il primo bacio con la persona che sai di avere davvero amato.
In quel momento niente è circostanza. È tutto parte di un cerchio perfetto fatto a mano. Potresti perfino ricordare il ritmo del tuo battito cardiaco. Sei totalmente attorcigliato in quello che sta succedendo ma riesci a sentire il respiro dei grilli intorno. E poi l'euforia.
E poi inizia il compimento del capolavoro. La tua prima volta.
Durante i primi giorni non te ne frega un cazzo. Non l'hai mai fatto. Non riesci nemmeno a desiderarlo. Ti basta quello che sta succedendo.
Vuoi solo i baci. Vuoi solo le spalle che si poggiano l'una all'altra. Non perdi mai tempo.
È puro istinto. Nessun calcolo. Sei te stesso. Sei perfetto. Non esistono le possibilità. Tutto ciò che potrebbe essere lo è.
Ci si prende per mano. Nient'altro. Quella è la connessione definitiva. L'unione tra le due mani. E intanto ci si sente, ci si chiama. Si esce insieme. Si condividono esperienze e si scopre che in due sono ancora più fighe. Il cinema. Il teatro. Una gita. Un'aspettativa.
E bacio dopo bacio l'istinto prende sempre più il sopravvento. Scopri che quella persona ti eccita. Baciandosi o stando vicino qualcosa del tuo corpo cambia forma o contenuto. Ed è strettamente connesso con il tuo cuore. Il cervello si è preso una vacanza. Diventiamo preistorici. Diventiamo analfabeti. Dimentichiamo tutto ciò che abbiamo imparato. Un po' per sentito dire e molto per curiosità ci si comincia a svestire della propria verginità. Fatta prima di vestiti, poi di corpi.
Quindi il desiderio di provare e dare un piacere sempre più inestimabile.
Fare qualcosa che con gli altri non si può fare.
Partono le mani. Prima sopra poi sotto la biancheria intima.
Oh cazzo. È piacevole. È meglio che nei porno. È meglio di quello che mi raccontano i miei amici, le mie amiche. È meglio della vittoria di due mondiali. È meglio di due lodi. È quasi meglio del primo bacio.
Un pezzo alla volta, petalo dopo petalo, ci si guarda nudi. Davanti hai la meraviglia definitiva. Non te lo saresti mai immaginato. Mai.
Ed ecco la rincorsa. Prima o poi dovrà succedere.
Andiamo al parco? Andiamo al cinema?
Fino al colpo micidiale. Vieni da me a studiare? Non ci sono i miei.
Sei sotto il tiro di un plotone di esecuzione e l'ultimo desiderio lo hai già sprecato per l'ultima sigaretta. Ci devi andare. Hai paura. Ma ci devi andare. Perchè è giusto. Cazzo. Altrimenti cosa cazzo stiamo insieme a fare? Non c'entra niente la vecchia competizione con i coetanei che l'hanno già fatto. Diventa la giusta conseguenza.
Il giusto arrivo che diventerà la giusta partenza.


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