sabato 2 ottobre 2010

E tu, non prenderesti una mia foto?

Mi vedi papà? Sono io, sdraiato qui, bagnato dalla luna e nessuna lacrima. Ce la sto facendo, ho corso e mi sono buttato qua dopo un'ultima volta così lontana ma così fastidiosa. Ogni volta che spiccavo il volo quelle istantanee, quella spiaggia, quel letto, quel sorriso, quell'idea, mi riportavano giù.
Non ho inseguito macchine, ho inseguito niente, spinto dagli occhi chiusi e dalle braccia spalancate e mi sono sdraiato senza inciampare.
Che dici papà, sto crescendo? Posso rendere sue le mie foto? Le vorrà tenere?
Posso smettere di ubriacarmi come facevi tu?
Non ricordo per quanto ho corso, ma qui sdraiato sulla strada, sotto stelle e nebulose, nulla importa. Non ho dovuto inseguire alcuna macchina, ho seguito solo l'istinto agganciato ai miei occhi chiusi.
E tu, prenderesti una mia foto?
Là sopra, quando apro gli occhi, le costellazioni. Sai da quanto tempo esistono? Sai che non si ha memoria della loro nascita?
Qualcuno una notte ha guardato il cielo e con il dito ha unito alcune stelle, dipingendo animali, miti e sentimenti. Possiamo farlo anche noi, non chiedo altro.
Alle spalle lampioni e catene. Respiro.
Sai, dicono che il caso non esiste.
Sai, il caso esiste e si intestardisce. Certe volte perseguita, spingendoti a maledire le lancette dell'orologio. Radio che trasmettono solo quelle canzoni e locali, genitori, conoscenti, luoghi, case che ruotano intorno solo a quei ricordi.
Smetti di notarlo solo quando tutto sfugge nell'ombra. Ma poi torna. E sparisce di nuovo. Non puoi prevedere nulla, perché dipende da te e tu non puoi prevederti. Siamo nati per contraddirci.
Il vento accarezza la barba e i capelli, baciandomi le palpebre con gelosia. Sono qui disteso e non faccio altro che essere in trepidazione, scosse elettriche che mi pizzicano la schiena e mi tirano le braccia.
Voglio sprecare del tempo con te.
Voglio prendere qualche pugno per te.
Sai, è da tempo che non correvo. Sdraiarmi qui, coccolato dal pensiero di te e lasciarmi cadere nella fantasia più segreta, quella di poterti avere.
Lampi, qualche tuono e ora le prime gocce mi riempiono i palmi delle mani. E mi lascio inondare dalla pioggia più bella della mia vita, che mi riporta in me, ai miei occhi e al mio sorriso.
Voglio essere felice con te, oltrepassando i venti dell'est.
Voglio una nuova ossessione, nuovi dolori che mi spingano a dare il meglio.
Lasciamo girare il mondo, lasciamolo risucchiare nel suo delirio. Noi non possiamo fermarlo ma possiamo viverlo, e riempire le pause della nostra avventura. Non pretendo il lieto fine, voglio il lieto inizio.
Piove e non ho freddo. Solo io e la Terra come materasso, cullato dai miei viaggi mentali e dalla tua sorpresa.
Non ho progetti, non ho piani. Non è così che si cresce?
Lasciamo agli altri le scadenze e le bugie. Lasciamoli soli nelle loro mode e nelle paure.
Io sono qui, sdraiato e bagnato fradicio, senza bottiglie intorno, come da tempo non capitava. Lascia stare gli orari, scorda le occhiaia e il pallore.
Non vuoi sdraiarti con me e insieme dimenticare per qualche attimo il mondo?



Nessun commento:

Posta un commento