lunedì 27 giugno 2011

Una così mi aveva mollato proprio quella sera

Mi hai lasciato da un paio di mesi. Che dico?
Forse anni.
Pensare che quella notte ci eravamo promessi tutto.
Mi afferrasti per la cravatta, lo ricordo bene,il nodo si stringeva al collo,
uno sguardo e capimmo che non c'era altro posto dove andare
se non casa mia.
- Cosa bevi? - ti ho chiesto, un po' distratto, un po' sulle mie.
Io non mi fidavo. Doveva essere solo una scopata.
- Quello che mi stavi offrendo prima di venire qua.
Merda.
Che cazzo le stavo per offrire?

domenica 26 giugno 2011

Bruce Springsteen - I'm on fire (Born in the U.S.A. 1984) - Traduzione

Hey, ragazzina è a casa tuo papà?
se n’è andato e ti ha lasciata tutta sola?
Ho un cattivo desiderio,
vado in fiamme.


Dimmi ora piccola, lui è buono con te?
Può fare le cose che faccio io?
Io posso portarti più in alto,
vado in fiamme.

Qualche volta è come se
qualcuno prendesse un coltello,
piccolo, tagliente e affilato
e tagliasse un solco di sei pollici
attraverso la mia anima.

La notte mi sveglio con le lenzuola bagnate
e un treno merci che corre attraverso la mia testa.
Solo tu puoi raffreddare il mio desiderio
vado in fiamme.

martedì 21 giugno 2011

E non lasciarmi mai.

Sono l'album di foto scordato nella vecchia casa (qual era l'indirizzo?).
Sono il foglio bianco (ma cosa sto facendo?).
Sono la reflex che non imparerai mai ad usare (quanto hai speso?).
Sono l'anno della scoperta dell'America (in che anno avvenne la Rivoluzione Francese?).
Sono la tua scelta sbagliata nel momento sbagliato con la persona sbagliata (da quanto fai finta di niente?).
Sono il tuo cane e non saltello quando rientri a casa (quante volte mi porti a correre?).
Sono il film che ami e non riesci più a guardare (quando la finirai con queste stronzate?).
Sono il mondo che va al contrario (e se fossi tu quello che va al contrario?).
Sono il Dio contro cui te la prendi quando qualcosa va male (quanta paura ti fa la morte?).
Sono il figlio che vorresti avere (che cazzo hanno gli altri da ridere?).
Sono il padre che non hai mai conosciuto (che cazzo hanno gli altri da piangere?).
Sono la droga che non potrai mai assumere (qual è il tuo limite?).
Sono la depressione di cui non soffri (quand'è che la pianterai?).
Sono il mondo che vorresti (e se questo fosse in realtà perfetto per te?).
Sono il programma sugli anni di piombo in onda alle due del mattino (perchè non dormi ancora?).
Sono il pallonetto all'incrocio dopo un tunnel di tacco (che cazzo hai fatto da piccolo?).
Sono la meta in tuffo che vale una vittoria (perchè cazzo non credi in te e fai finta di farlo?).
Sono il sesso anale e lo sperma in faccia (fin dove può arrivare l'amore?).
Sono l'amore della tua vita (fin dove può arrivare il sesso?).
Sono la tua voglia di uccidere quel figlio di puttana (e perchè non quell'altro?).
Sono l'ottimo consiglio che dai al tuo migliore amico (quando ti accorgerai che siete diversi?).

Sono, quindi.
E tu chi sei?
Fa una cosa.
Prima di capirlo, prendimi.

E non lasciarmi mai.
Senza farti mai domande.

lunedì 20 giugno 2011

Nessuno prima, nessuno dopo

Non siamo nati
altro che per imparare.
Crescere, studiare, correre,
mangiare, sport, scherzi,
merenda, guardare,
innamorarsi,
fare l'amore, fare sesso,
lasciare, conquistare,
sposare, tradire,
nascondere, confessare,
metabolizzare, perdonare,
vivere.
Tutto questo non ce lo insegna nessuno.
Per cui:
che nessuno si incazzi
quando sbaglio.

sabato 18 giugno 2011

Io e le cose - Giorgio Gaber


Ad essere sincero io non so
se esistono le cose
non so se vanno male o bene
se tutto è un’illusione
ad essere sincero io non so nemmeno
se anche le persone
coi loro sentimenti e la ragione
esistono davvero.
Io non so niente, ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente, ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.

E gli alberi le spiagge i cani e i gatti
e strani oggetti che cito alla rinfusa
il tavolo la stanza una camicia appesa
le carte coi tarocchi e poi gli eterni scacchi
un piccolo divano
e una foto di mio padre quand'era bambino
e poi lo specchio rosso
su cui splende un’illusoria aurora
chissà se è mai esistito
chissà se esiste
ora.

Io non so niente, ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente, ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.

sabato 11 giugno 2011

Per la prima volta.

Aspetto solo che entri da quella porta,
puzzo di jack daniels e non sono stato al bar qua sotto.
Non ho nemmeno voglia di andarmi a lavare,
sarebbe insufficiente.
Una presa per il culo.
Ricordi la prima volta che entrammo qui dentro?
Non c'erano mobili e tutto profumava di speranza,
quella della follia, quella dei vergini,
che combattono il mondo con le idee giuste e le armi sbagliate.
Una laurea a testa,
un lavoro precario a testa.
Allora la chiamai "laurea precaria".
Fu la tua prima risata corrotta dai dubbi.

mercoledì 8 giugno 2011

Nel nome del padre

Quanto può nascondersi la paura?
Fin dove può essersi scavata?
Non lo sai.
Eppure.
Quella maledetta puttana è là,
se la ride e se la gioca con il lato peggiore di te.
Non urli e non piangi da una vita
solo perchè hai paura di farlo.
Poi comincia il film,
te lo butti giù tutto,
sei il protagonista.

Blackout (seconda stesura, quick edit)

(la prima stesura si trova qui)

Entro in casa e fuori è già buio, ovunque. Vado in camera mia, lancio lo zaino da qualche parte, tolgo la sciarpa, la giacca, mollo il cellulare e accendo il computer, che devo nutrire la mia “mail dipendenza”, la droga che colpisce chi ha molte cose da fare e chi non ha un cazzo da fare.
Io faccio parte di entrambe le categorie, a cavallo tra sogni e realtà, ripetizioni durante il weekend e l’ultimo Dylan Dog, allenamenti e film in streaming.
La mia vita è su una cuspide, dolce e dolorosa, che punge e non avvelena.
Di fianco al portatile una pila di libri, un po’ esortante, un po’ ammonente e qualche cd senza custodia che mi sforzo a non buttare senza un vero motivo.

venerdì 3 giugno 2011

Prima o poi lo svuoto, giuro

Non fosse che non fosse, probabilmente sarebbe.
Una nuvola, vagabonda,
un po' reale, un po' zotica,
colma d'ovatta bagnata, pesante,
gira incurante sui pensieri grigi della città.
Il frigo è vuoto, ma non mi importa un granchè.
Del resto, non ho nemmeno fame.
Ne avessi, la ricaccerei a sberle nello stomaco.
Più che violenza, un passatempo un po' del cazzo.
E poi la cucina è al piano di sotto,
troppi gradini, troppi passi,
e sono ancora sbronzo.
La stanza mi prende a sberle da un paio di giorni,
si è rotta di avermi tra le pareti,
sporco, mezzo nudo, gli occhi rossi.
L'uomo che non presenteresti all'amica.
Di cui non diresti nemmeno "E' simpatico".
Sul materasso appiccicoso,
io appiccicato e mezzo appiccicoso,
guardo la finestra.
Oltre, c'è la nuvola, mai rassicurante,
quasi polverosa.
Lì sotto, il posacenere.
Il posacenere che è pieno di te.

Sì sì - Charles Bukowski

Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di girie
quando creò il suicidio era a terra

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.